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Donald Trump ancora una volta attacca il Black Lives Matter. Nelle ultime ore lo ha definitivo un “Simbolo d’odio”, ma c’è un motivo preciso

Trump contro il Black Lives Matter a New York (Getty Images)

Donald Trump ha trovato nelle ultime ore un altro motivo per attaccare chi protesta violemtemente o pacificamente per la morte di George Floyd. E ancora una volta ha tirato in ballo Bill De Blasio, sindaco di New York, con il quale i raporti sono tesissimi. Il motivo deop contendere è una scritta che inneggia al Black Lives Matter messa secondo lui nel posto sbagliato.

Il messaggio infatti è stato dipinto sulla Fifth Avenue di New York, ujna delle più trafficate e care al mondo. La zona dei negozi, del lusso… e della Trump Tower, suo quartiere generale. Quella scritta per terra davvero non va giù al Presidente degli Stati Uniti. Così l’ha definita pubblicamente con un tweet “un simbolo d’odio” e ha spiegato che finirà per “denigrare” tutta querlla zona di Manhattan.

Donald Trump non molla (Getty Images)

Ma già che c’era, Trump ha anche attaccato Bill De Blasio. Era stato lui la settimana scorsa a proporre di scrivere sulla Fifth Avenue la frase simbolo delle proteste contro i soprusi della polizia. Una vera provocazione per il tycoon che lì ha sempre vissuto prima di occupatre la Casa Bianca.

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A stretto giro però è arrivata la risposta del sindaco: “I tweet di Trump sono la definizione del razzismo. Sono i neri che hanno costruito la Fifth Avenue e tanta parte di questa nazione. Il tuo lusso deriva dal loro lavoro, per il quale non sono mai stati equamente compensati”.

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Trump molto indietro nei sondaggi ma non cambia la linea della sua politica

La realtà è che Trump, in vista delle Presidenziali di novembre, non sta attraversando un buon momento. Joe Biden nei sondaggi è in netto vantaggio e le sue ultime uscite gli stanno inimicando tutta la popolazione di colore. Lui però sta cercando di sfruttare le divisioni culturali per conivolgere gli elettori preoccupati per la sicurezza e l’ordine.

Così sulla sua pagina Twitter di Trump, durante il fine settimana, aveva mostrato un video di un sostenitore della Florida che cantava “White power”. Poi dopo le polemiche che ne sono derivate il filmato è stato rimosso, ma ci sono stati altri segnali pesanti da parte di bianchi americani nei confronti della popolazione nera.

proteste morte Floyd
Le manifestazioni contro Trump dopo la morte di George Floyd (Getty Images)

In ogni caso i sondaggi mostrano che gli elettori disapprovano in gran parte la gestione del problema razziale da parte di Trump.
Ma nonostante i numeri contrari, Trump non ha dimostrato la volontà di cambiare rotta. E ora la sua battaglia si sposta su New York. “Forse la nostra grande polizia, che è stata neutralizzata e disprezzata da un sindaco che la odia e non la rispetta, non permetterà che questo simbolo di odio venga apposto sulla più grande strada di New York. Spendi questo denaro per combattere il crimine”, ha suggerito a De Blasio.