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Marsha P. Johnson era una drag queen che non si arrendeva alle ingiustizie del mondo in cui viveva. Il suo ruolo fu fondamentale in quella che divenne la rivolta che sancì la nascita del movimento Pride. 

Oggi 30 Giugno Google ha deciso di dedicare il suo doodle a Marsha P. Johnson. La donna è stata tra le più importanti attiviste per la difesa dei diritti LGBTQI+. Viene spesso ricordata anche per la sua partecipazione alla rivolta avvenuta a Stonewall nel 1969. 

Marsha P. Johnson nasce in New Jersey. Il suo nome però era Malcom Michaels Jr. A un certo punto della sua vita infatti l’attivista ha deciso di cambiare sesso e diventare in seguito una drag queen.

Dopo essersi diplomata nella città di New York, si trasferisce a Greenwich Village. A Greenwich inizia a stringere un legame molto forte con la comunità LGBTQI+ del luogo. A quel punto decide di cambiare il suo nome in Marsha P. Johnson. La donna ha sempre spiegato a chi glielo chiedeva che la lettera P. inserita tra il nome e il cognome, sta per “ Pay It No Mind”, che in italiano significa “ Non pensarci”.  Una risposta implicita a chiunque le domandasse quale fosse il suo genere sessuale. 

In seguito la donna fondò insieme a un’altra attivista il movimento STAR, dedicato alla lotta per i diritti civili dei transessuali. 

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Purtroppo negli anni seguenti iniziò a soffrire di diversi problemi mentali. Cominciò a vivere per strada prostituendosi e il 6 luglio del 1992 fu trovata morta suicida. 

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Marsha P. Johnson: la drag queen che divenne protagonista delle rivolte di Stonewall

La Johnson ebbe un ruolo molto importante nelle rivolte di Stonewall, un bar del luogo divenuto un luogo di ritrovo per omosessuali, transessuali e chiunque fosse discriminato per il suo orientamento sessuale.

A quei tempi infatti l’omosessualità era considerata una vera e propria deviazione psicologica considerata illegale nella maggior parte degli stati americani E purtroppo non era raro che la polizia facesse irruzione nei locali per arrestare queste persone. Nella tra il 27 e il 28 Giugno del 1969, le forze dell’ordine entrarono nel locale con l’intenzione di arrestare i presenti. Questi però si opposero e da lì nacque uno scontro che si trasformò in una vera e propria guerra civile. 

Iniziarono infatti delle proteste da parte delle comunità davanti al locale, che durarono per cinque giorni consecutivi. Una rivolta che per quei tempi era qualcosa di assolutamente inedito. E non è un caso d’altronde che molte persone vedano nelle proteste di quel mese, il vero momento storico in cui è nato il movimento Pride.

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