Facebook, anche Starbucks boicotta il colosso social: stop alla pubblicità

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Starbucks si aggiunge alla lista delle aziende che hanno deciso di boicottare Facebook accusato di non fare abbastanza per contrastare contenuti razzisti e di odio

Nuova funzione Facebook
Facebook (Foto: Facebook)

Starbucks si aggiunge al folto elenco di aziende che hanno deciso di boicottare Facebook. Il colosso social creato da Mark Zuckerberg è accusato di non impegnarsi abbastanza al contrasto dei contenuti razzisti e di odio per perseguire per non rischiare ricadute sul profitto. Alla campagna di protesta chiamata “Stop hate for profit” hanno finora aderito marchi come Coca-Cola, Honda, Verizon, Uniliver, Mozilla, Levi Strauss, The North Face e Patagonia. Il boicottaggio che questi marchi hanno messo il campo consiste in uno stop delle proprie campagne pubblicitarie su Facebook. StarBucks, pur non aderendo formalmente alla campagna “Stop hate for profit” ha annunciato che sospenderà gli investimenti pubblicitari su tutte le piattaforme social. “Siamo convinti che si debba fare di più per far nascere comunità virtuali accoglienti e inclusive” si legge nel comunicato del sito ufficiale di StarBucks.

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Le perdite di Facebook nate dallo stop alle pubblicità

Mark Zuckerberg
Facebook, crollo finanziario per Zuckerberg: perdite da 7,2 miliardi (Foto: Getty)

Secondo il colosso del caffè occorre arrivare ad un cambiamento e serve un forte impegno sia da parte dei leader politici che delle aziende. “Ecco perché interromperemo le pubblicità su tutti i social e continueremo a discutere per fermare l’hate speech“. Dopo che diversi marchi leader hanno deciso di aderire alla campagna “Stop hate for profit“, Facebook ha iniziato a subire forti perdite. Secondo Bloomberg, il social creato da Mark Zuckerberg sta già accusando perdite per circa 8 miliardi di dollari. Il Ceo di Facebook, in risposta alle critiche ricevute che hanno portato poi al boicottaggio, ha annunciato che arriveranno presto nuove etichette relative al voto americano e che rimandano ad una pagina informative. Il Ceo ha inoltre dichiarato che lo scopo è quello di avviare dei progressi in “materia di salute pubblica e giustizia razziale” lasciando intatte quelle che sono le tradizioni democratiche su cui si fondano la libertà d’espressione e quella di voto.

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