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È guerra di opinioni fra i virologi italiani, secondo Tavio, Andreoni e Galli “l’influenza da Covid potrebbe tornare ai livelli della prima fase”

Desametasone
Covid-19, attenzione al desametasone: non va bene per tutti i pazienti (Foto: Getty)

Riguardo al rischio di una nuova ondata di influenza da Covid simile a quella vissuta in italia nella prima fase dell’epidemia è scontro fra virologi. I professori Tavio, Andreoni e Galli, insieme ad altri quattro scienziati, si sono apertamente schierati contro quei colleghi che ritengono si sia arrivati ad una bassa contagiosità del virus. I sette medici hanno firmato un documento di risposta al “manifesto” scritto lo scorso 20 giugno da 10 colleghi. Secondo quest’ultimi, partendo dai dati forniti dagli ospedali, si può concludere che il Covid oggi sia diventato meno aggressivo e che quindi l’influenza sia ormai alle spalle. “Affermare che in Italia non ci sia più il rischio di un’epidemia – hanno affermato di sette virologi nel documento – non ha nessuna base scientifica“. Per i medici infatti il rischio sarebbe che la popolazione possa essere disorientata da certe dichiarazioni e che smetta di seguire le norme di contenimento.

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Scontro sull’ipotesi di un ritorno del Covid in Italia

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Test negativi? Basta comprarli (Getty Images)

La certezza dei sette virologi firmatari del documento parte dall’analisi che in circa una settimana sono nati in diverse regioni italiane. Una concentrazione di contagi che dimostra quanto “il virus circoli ancora nel paese e la capacità che ha di poter causare danni simili a quelli provocati nella prima fase dell’epidemia“. Un gruppo di dieci virologi, tra cui i professori Zangrillo, Bassetti e Gattinoni sembrano essere invece convinti del contrario. L’ipotesi di un possibile ritorno del Covid è in questo caso infatti completamente esclusa. “Il virus ha una carica virale molto più bassa – hanno affermato i virologi nel loro “manifesto” – si è assistito ad un crollo del numero dei malati sintomatici e dei ricoveri in ospedale“. Secondo il gruppo di medici esiste un aumento del numero delle persone che hanno in questa fase contratto debolmente il virus e che quindi non sarebbero capaci di trasmettere il Covid.

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