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Sisalpay, clienti a rischio in tutta Italia. Il crack tedesco di Wirecard, che di fatto gestiva le carte italiane, complica la vita a molti

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Sisalpauy, il fallimento di Wirecard complica tutto (Getty Images)

Sisalpay, clienti a rischio in tutta Italia anche se in realtà la colpa è solo tedesca. Tutto è cominciatio con il fresco crack di Wirecard, colosso teutonico nel mondo dei pagamenti elettronici che ha tirato dentro tutti quelli che si appoggiavano. Come Sisalpay, la cui gestione delle carte era affidata proprio alla Wirecard.

Un buco da quasi 2 miliardi di dollari nelò quale la società italiana è parte lesa e non attrioce protagonista. Ma intanto per i possessori di carte Sisalpay è un problema tangibile, ché non possono effettuare nessun pagamento, nè prelevare. Un blocco temporaneo, almeno è quello che spiega la società italiana, che però sta comportando ritardio pesanti.

Sisalpay carta
Sisalpay già al lavioro per una soluzione (Facebook)

SisalPay, appena è stata chiara la sitazione di Wirecard, è corsa ai ripari con un lungo comunicato su Facebook e gli altri canali social. Ha spiegato che il rapporto con Wirecard è esclusivamente lavorativo e nessuno poteva immaginare questa fine. Però ci sono migliaia di carte bloccate in tutto il mondo e l’Italia non fa eccezione al momento.

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La soluzione in ogni caso è già stata trovata. “Nei prossimi giorni, vi contatteremo -è scritto nel messaggio ufficiale – per trasferire il saldo direttamente su una nuova carta prepagata, emessa in partnership con Banca 5 – Gruppo Intesa Sanpaolo“. Così tutti potranno tornare ad effettuare pagamenti in tranquillità. Ma ci saranno anche indicazioni sulle modalità di accredito o rimborso del saldo presente sulle vostre carte.

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Wirecard, un buco da 2 miliardi di dollari e clienti in tutto il mondo della finanza

Il crack di Wirecard in effetti ha fatto danni ovunque, dimostrfando che non sempre il modello tedesco è vincente. La società giovedì scorso ha avviato la procedura per l’insolvenza a seguito del buco da 1,9 miliardi di euro nel suo bilancio. La società di revisione Ernst&Young infatti non è riuscita a chiudere il bilancio del 2019. E così le azioni della società tedesca hanno perso oltre il 90% del loro valore.

Markus Braun, Ceo di Wirecard (Getty Images)

Impossibile certificare i conti, perché la Banca centrale delle Filippine ha smentito l’esistenza dei conti millantati dai dirigenti tedeschi. Quei soldi non c’erano, ìnon erano mai stati depositati e da qui è scattata anche l’inchiesta penale.

Markus Braun, Ceo di Wirecard,  è stato arrestato dai procuratori di Monaco di Baviera e rilasciato dopo aver pagato una cauzione da 5 milioni di euro. È sospettato di aver truccato i conti e aver manipolato il mercato. Eppure era riuscito a far crescere in meno di vent’anni la società portandola ad oltre cinquemila dipendenti con sedi in più di 20 Paesi. Ma soprattutto aveva attratto clienti di vcalore assoluto, da Ikea a Bayer, da Citigroup a Softbank, oltre a molte banche che ora si trovano scoperte.