Muore Ilija Petkovic a 75 anni, icona del calcio serbo: la causa

Si è spento a 75 anni Ilija Petkovic, allenatore e leggenda del calcio jugoslavo e serbo. Guidò la nazionale ai Mondiali di Germania del 2006.

Ilija Petkovic
Addio alla leggenda del calcio serbo (via Getty Images)

Un nuovo lutto colpisce il mondo del calcio, con la scomparsa di Ilija Petkovic, allenatore e leggenda del calcio jugoslavo e serbo. Da poco era stato ricoverato d’urgenza in ospedale a causa di una malattia che lo ha logorato in poco tempo. A peggiorare la sua condizione, ci ha pensato anche la sua positività al Coronavirus, che ha complicato ulteriormente il suo stato di salute.

I medici hanno provato a salvargli la vita in tutti i modi, ma purtroppo oramai era troppo tardi. A dare la notizia della sua dipartita ci hanno pensato proprio i media serbi, che hanno sottolineato le condizioni già gravissime dell’ex calciatore e allenatore jugoslavo.

Ilija Petkovic si spegne a 75 anni: la carriera dell’allenatore

Ilija Petkovic
Petkovic durante l’esperienza al mondiale tedesco (via Getty Images)

Una delle figure più amate in Serbia, Petkovic durante la sua carriera da calciatore ha indossato sia la maglia del Partizan che della Stella Rossa, acerrrimi e storici rivali. Infatti gli incontri tra le due compagini non sono mai tranquilli, con diversi scontri sugli spalti. Ma non solo, da calciatore Petkovic era riuscito a ottenere anche 43 presenze con la nazionale della Jugoslavia. Proprio con la casacca jugoslava, Petkovic aveva conteso l’Europeo all’Italia nel 1968.

Sulla panchina, invece, l’esperienza più importante arriva nel 2006, dove vola al mondiale in Germania. Un’esperienza sfortunata quella della sua Serbia e Montenegro, che fu eliminata ai gironi con 0 punti, subendo anche una cocente sconfitta per 6-0 contro l’Argentina.

Finita la carriera da allenatore, Petkovic diventò presidente della Federcalcio a Belgrado. Durante la sua carriera da presidente del calcio serbo, Petkovic è riuscito anche ad ottenere diverse panchine tra Qatar e Giappone.

L.P.

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