CONDIVIDI

Sergio Mattarella a Bergamo, simbolo della pamdemia da Coronavirus, elogia l’Italia ferita. Ma sugli errori bisogna riflettere

Le bare in fila a Bergamo, immagine del Coronavirus in Italia (Getty Images)

Sergio Mattarella parla da Bergamo, città e provincia simbolo suo malgrado della pandemia da Coronavirus. Prima un minuto di silenzio, poi l’esecuzione della Messa di Requiem di Donizetti, a Bergamo omaggio alle vittime del Covid-19. L’unico a parlate è stato il Presidente della Repubblica, massima autorità in mezzo a  243 sindaci di tutta la Bergamasca, ma anche ai rappresentanti degli operatori sanitari e alcuni famigliari delle vittime.

Accompagnato dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e dal governatore lombardo, Attilio Fontana, il presidente della Repubblica prima ha camminato. Ha percorso il viale verso la chiesa di Ognissanti, la stessa che nel marzo scorso aveva accolto le bare delle vittime attendendo il convoglio militare, immagini che hanno fatto il giro del mondo.

Poi però ha anche parlato: “Qui a Bergamo questa sera c’è l’Italia che ha sofferto, è stata ferita, ha pianto. E che, volendo riprendere appieno i ritmi della vita, sa di non poter dimenticare quanto è avvenuto”. Una partecipazione, la sua, per tesimonoare che lo Stato c’è. Perché quelle terre rappresentano tutto il Paese e adesso è il momento di ricordare.

Fondamentale il ruolo della memoria che “significa anzitutto ricordare i nostri morti ma anche assumere piena consapevolezza di quel che è accaduto”. Nessuno quindi deve pemnsare di ripartire dopo questi mesi drammatici pensando che non sia successo nula. Anzi, Mattarella avvisa: “Ricordare significa riflettere seriamente, con rigorosa precisione, su ciò che non ha funzionato, sulle carenze di sistema, sugli errori da evitare di ripetere”.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Mattarella: “Si superino le divisioni, l’unità morale prima di tutto”

Mattarella elogia tutto il personale in prima linea ma invita a non dimenticare

Il Presidente non ce l’ha, ovviamente, con chi è stato in prima fila fin dai primi giorni. Sono alti i valori di chi si è distinto per il suo impegno, a cominciare da medici, infermieri, personale sanitario, amministratori, personale della Protezione civile e militari, volontari. Tutti da ringraziare, senza distinzioni.

Ripartire non signifuica dimenticare, perché i lutti hanno interessato tantissime famiglie: “Non sarà come prima perché ci mancheranno persone care, amici, colleghi. Non sarà come prima perché la sofferenza collettiva, che all’improvviso abbiamo attraversato, ha certamente inciso, nella vita di ciascuno, sul modo in cui si guarda alla realtà”.

coronavirus bergamo
Il presidente Sergio Mattarella presente a Bergamo (Getty Images)

Infine una riflessione sul futuro che molti hanno dovuto immaginare rintanati nelle loro case. Per questo d’ora in poi occorre un cambio di marcia. “Da quanto avvenuto dobbiamo uscire guardando avanti. Con la volontà di cambiare e di ricostruire che hanno avuto altre generazioni prima della nostra”.