Coronavirus, nuove regole ai matrimoni: per gli sposi addio alla mascherina

La Cei ha aggiornato le regole anti coronavirus da seguire durante i matrimoni: la mascherina non sarà più obbligatoria per gli sposi 

fase 3 lazio 15 giugno
Dal 15 giugno in Lazio ripartono le cerimonie

In questa fase dell’emergenza da coronavirus la Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ha eliminato da oggi 27 giugno l’obbligo della mascherina per gli sposi. La Cei per giungere a tali conclusioni ha interpellato il Viminale che a sua volta si è rivolto al Comitato Tecnico Scientifico. Riguardo le nuove norme, la Conferenza Episcopale Italiana, ha voluto specificare che per il celebrante della funzione religiosa resta valida l’indicazione di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie. Oltre alla mascherina quindi il sacerdote sarà tenuto a mantenere anche il distanziamento sociale di almeno un metro. Novità anche per quanto riguarda la celebrazione dell’Eucarestia che non potrà non essere più distribuita con i guanti monouso. Al momento la normativa riguarda solo i matrimoni religiosi cattolici anche se appare scontato che possa essere estesa anche ai riti civili e a quelli delle altre confessioni.

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Stop alla mascherina per gli sposi

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matrimoni coronavirus (Getty Images)

Alla base delle motivazioni della Cei c’è innanzitutto la benedizione del Comitato Tecnico Scientifico il cui parere era stato richiesto dal Viminale. Il Comitato ha infatti osservato che i fidanzati che si trovano sull’altare per contrarre matrimonio, non possono essere considerati degli estranei e di conseguenza decade l’obbligo della mascherina. Le novità riguardano anche i fedeli che partecipano alle celebrazioni religiose in particolar modo il momento della Comunione. Per i sacerdoti infatti non ci sarà più l’obbligo di indossare i guanti monouso alla distribuzione dell’eucarestia. La Cei però precisa che per il Comitato Tecnico Scientifico è importante che il sacerdote “si impegni a lavarsi le mani scrupolosamente con soluzioni idroalcoliche“. Stessa raccomandazione è fatta anche ai fedeli che sono invitati ad evitare di ricevere la Comunione direttamente in bocca e con un contatto diretto.

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