Feltri e le dimissioni: “Stufo dell’Ordine, ma continuerò a dirigere Libero” 

Feltri esce allo scoperto. Il direttore editoriale di Libero spiega i motivi che lo hanno portato a depennarsi dall’Ordine dei giornalisti. La notizia, la quale ha fatto non poco rumore stamattina, ora trova risposte. 

Vittorio Feltri

Vittorio Feltri rompe il silenzio. Poche ore dopo la notizia della sua cancellazione volontaria dall’albo dell’Ordine dei giornalisti, il 77enne bergamasco esce allo scoperto e spiega ai microfoni di Adnkronos i motivi di tale scelta.

Vittorio Feltri spiega le dimissioni dall’Ordine dei giornalisti

Ma sia chiaro: il giornalista continuerà a dirigere Libero. “Il direttore editoriale posso continuare a farlo – spiega infatti il diretto interessato – perché lo può fare anche un geometra. Mi sono stancato, mi massacrano, mi stufano, mi fanno perdere tempo e devo pagare gli avvocati. Ma andassero a quel paese… non ce la faccio più, basta, fine, non cambierò idea, non torno indietro”, spiega invece a proposito delle dimissioni.

Dunque Feltri si è semplicemente svincolato da una posizione giuridica delicata ed esposta, ma continuerà a operare e soprattutto continuerà ad esserci una certa linea di pensiero: “Mi rifiuto di essere processato per certe mie espressioni che non vanno a genio alla Corporazione che non mi pare sia abilitata a fare processi di questo tipo”.

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Dunque torneremo a vedere anche i suoi classici titoli provocatorio per cui l’uomo ha già avuto parecchie dispute: “Vengo processato anche per dei titoli ma si dà il caso che io sia il direttore editoriale e che ci sia un direttore responsabile quindi questi qui non sanno neanche che il direttore editoriale non risponde dei contenuti del giornale”, conclude.