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Coronavirus Serbia, dopo la clamorosa positività di Novak Djokovic un nuovo caso scuote il Paese. Bastano 50 euro in aeroporto per comprare un test negativo

Aeroporto Niš test coronavirus
Coronavirus Serbia, all’aeroporto di Niš vendono test negativi (Getty Images)

Emergenza Coronavirus Serbia, un nuovo caso scuote il Paese. Dopo la positività di Novak Djokovic e della moglie, ora a far discutere è quello che succede in aeroporto. Come riferisce la tv slovena di Capodistria infatti basterebbero 50 euro per acquistare un test negativo al Covid-19. In ospedale, No, più sempoicemente in aeroporto.

Sotto accusa c’è infatti lo scalo di Niš in Serbia. Alcuni cittadini mecdni, in transito prima di fare rientro in patria, avrebbero trobato in commercio falsi test negativi a soli 50 euro. E secondo quanto riferiscono i media macedoni, sarebbe anche possibile acquistare un falso test negativo presso diverse pompe di benzina di Vranje, nel sud della Serbia. Una zona non lontano dal confine con la Macedonia del Nord ma in quel caso il prezzo sale a 65 euro secondo la testimonianza di alcuni camionisti.

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Test negativi? Basta comprarli (Getty Images)

Il commercio del test falsificati in Serbia sarebbe cominciato dopo lla decisione del governo di Skopje di introdurre un nuovo provvedimento. Prevedeva per i cittadini macedoni che desideravano entrare nel Paese l’obbligo di presentare un test negativo. E doveva essere effettuato al massimo 72 ore prima dell’arrivo, altrimenti sarebbero stati costretti ad quarantena un periodo di 14 giorni.

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Macedonia e Serbia, ora cresce la paura A Marzo 10 bergamaschi furono respinti

Macedonia e Serbia, storicamente, non hanno rapporti idilliaci ma nonostante questo il governo ha deciso di riaprire completamente i confin. Così ha reso possibile l’ingresso nel Paese anche degli stranieri senza presentare un test negativo o stare in periodo in quarantena. E dal primo luglio saranno completamente riaperti gli aeroporti di Skopje e Ocrida.

Ora però la Macedonia del Nord è alle prese con la seconda ondata dell’epidemia. Infatti nell’ultimo mese sono più di 100 i nuiovi casi di centinaio al giorno. In Serbia invece i nuovi casi sono 193, e in tutto i contagiati nel Paese sono più di 13.500.

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Coronavirus, in Serbia, gli italiani erano stati respinti (Getty Images)

Ma non è la prima volta che l’aeroporto di Niš è al centro della cronaca per un episopdiuo legato al Coronavirus. Il 10 marzo scorso infatti dieci bergamaschi che erano sbarcati con un volo Ryanair erano stati respinti ai controlli di polizia e rimandati in Italia. La decisione era stata presa seguendo una delibera del governo di Belgrado che aveva ha disposto il divieto temporaneo di ingresso a cittadini stranieri. In particolare quelli da Italia, alcune province della Cina, Iran, Corea del Sud ma anche alcuni cantoni della Svizzera.

I dieci italiani erano ripartiti poco dopo per Bergamo con lo stesso aereo. Invece gli altri 29 passeggeri giunti con loro, tutti serbi, avevano passato i controlli ed erano stati posti in quarantena domiciliare per 14 giorni. Allora evidentemente i falsi test (sempre che la notizia sia reale) non esistevano.

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