Zanardi, il soccorritore: “Dieci minuti in più e non ce l’avrebbe fatta”

Alex Zanardi: a esprimersi sull’incidente e sui soccorsi all’atleta è stato Robusto Biagioni, il soccorritore che ha raccontato quei minuti drammatici.

Elisoccorso
Elisoccorso (photo Pixabay)

Nell’ambito di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Robusto Biagioni, medico di 40 anni, ha parlato dei drammatici minuti trascorso durante il soccorso ad Alex Zanardi. Le sue parole, riportate anche da Tgcom24, si sono incentrate sull’efficacia della tempestività: il soccorritore ha dichiarato, infatti, che sarebbero bastati dieci minuti di ritardo e non ci sarebbe stato più nulla da fare per l’atleta.

La situazione emozionale del medico, come egli stesso ha fatto sapere, è stata molto dura. Biagioni conosceva infatti Zanardi, che più di una volta era andato a trovare il team del 118. “Mantenere calma e distacco, in quei momenti, è stato molto difficile”. Ma, al tempo stesso, proprio quella calma e quel distacco sono fondamentali e indispensabili perché un medico agisca nel miglior modo. L’emozione, quando il team ha portato Zanardi all’ospedale, era tanta.

Ma, come leggiamo dalla fonte, dalle parole del medico traspare anche fiducia: Ho visto casi peggiori del suo e sono andati a lieto fine, ecco perché ho fiducia per Alex“.

Leggi anche: Incidente Zanardi, l’amico ciclista: “Ero dietro di lui, vi racconto tutto”

Zanardi: l’efficacia della tempestività: dieci minuti in più e sarebbe stato inutile

zanardi bollettino
Alex Zanardi (Getty Images)

La tempestività dei soccorsi si è dimostrata fondamentale, per mantenere in vita l’atleta. Il team del 118, come riporta Tgcom24, è atterrato con l’elisoccorso Pegaso 2 su di un campo, poi, nell’arco di 4-5 minuti, i medici sono arrivati sul luogo preciso dell’incidente.

Lo stato in cui i medici hanno trovato Zanardi era drammatico: “Poteva resistere solo pochi minuti”. Importantissimo, rivela Biagioni, l’operato della collega Cristina La Cava, che ha da subito iniziato le procedure “per stabilizzarlo”. Secondo il medico, ciò che è risultato veramente fondamentale per mantenere in vita Zanardi è stato il processo, difficile, di intubazione. Intubare l’atleta fino alla trachea, per permettergli la respirazione è stato molto difficile a causa delle numerose fratture al volto.

Il team, da quanto si apprende, è arrivato sul luogo alle 17.20, mentre alle 17.47 era già ripartito verso l’ospedale, atterrando alle 18.35. Quei minuti, sostiene Biagioni, sono stati basilari, per mantenere vive le speranze.

Potrebbe interessarti anche: Incidente Zanardi, un videomaker:”Ho filmato tutto, non usava il cellulare”

F.A.