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Recapitata una busta con tre proiettili all’indirizzo di Marco Bentivogli, sindacalista che pochi giorni fa ha lasciato l’incarico di segretario della Fim-Cisl

Minacce di morte all’indirizzo del sindacalista Marco Bentivogli che qualche giorno fa ha lasciato l’incarico di segretario di Fim-Cisl. All’uomo sono stati fatti trovare tre proiettili, un calibro 38 e due calibro 9, in una busta presso la sua abitazione con tanto di messaggio. “Festeggeremo insieme l’accordo di Pomigliano ovunque a Roma o ad Ancona, non bastano le dimissioni”.

La minaccia asserisce al patto del 2011 riguardante la Fiat a Pomigliano, motivo per il quale già alcuni anni fa fu minacciato e gli fu quindi assegnata la scorta.

La segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, ha condannato prontamente il “fatto gravissimo”. “La Cisl e l’intero sindacalismo libero e riformista non si faranno – tuona – intimidire da atti ignobili come questo”.

Arriva, inoltre, la solidarietà dal Pd e dal centrodestra. Nicola Zingaretti chiede chiarezza sull’atto intimidatorio. Mariastella Gelmini, invece, si augura che il paese non precipiti di nuovo nella “spirale della violenza politica”.

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Marco Bentivogli, i motivi delle dimissioni da segretario di Fim-Cisl

Marco Bentivogli, dopo 6 anni a capo del sindacato, ha deciso di dimettersi da segretario Fim-Cisl ed ha motivato le decisioni in una lettera alla Furlan ed al Consiglio Generale del sindacato.

“Questa scelta è assolutamente libera e meditata con me stesso. Sono sicuro che la FIM possa proseguire il proprio cammino diventando ancora più forte. Non pensate a possibili rammarichi e a nessuna dietrologia. Sono stato sempre io a dire che bisogna fare quante più esperienze possibili per continuare a dare il senso alla propria esistenza. Ho da poco compiuto 50 anni e dopo 25 anni di FIM penso sia giusto cambiare reparto nel proprio impegno”. A breve sarà scelto il suo successore.

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