Covid-19, all’Inail arrivate 49mila denunce di contagio

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Oltre 49mila denunce di contagio sul lavoro da Covid-19 sono arrivate all’Inail fino al 15 giugno. 2mila in più nelle ultime due settimane

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Covid-19, le denunce all’Inail (Getty Images)

Sono arrivate a 49.021 le denunce di infortunio sul lavoro a causa del Covid-19 pervenute all’Inail fino alla data del 15 giugno. Sono questi i dati pubblicati dell’Istituto nazionale, che ben 2.000 di queste denunce sono arrivate nelle ultime due settimane, dal 31 maggio in poi. I casi mortali registrati sono stati in tutto 236 (+28), che rappresentano il 40% dei decessi avvenuti dall’inizio del 2020. Nel quinto rapporto dell’Inail pubblicato dall’inizio dell’epidemia si legge che il 71,7% dei lavoratori contagiati sono donne, soltanto il 28,3% sono uomini, anche se il dato si inverte quando vengono prese in esame le morti. Le vittime di sesso maschile sono, infatti, l’82,6% del totale. Da questo report emerge, inoltre, che l’età media di coloro che avrebbero contratto il Coronavirus a lavoro è di 47 anni, ma sale a 59 anni per i decessi.

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Covid-19, 49mila denunce di contagio all’Inail: tutti dati del rapporto dell’Istituto

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Operai ancora a lavoro (via WebSource)

Il Covid-19 si è diffuso soprattutto in ambienti medici e assistenziali e questo è confermato anche dal rapporto dell’Inail. Il 72,2% dei casi denunciati e il 26,3% delle vittime provengono dal settore della sanità e dell’assistenza sociale. Sono, dunque, medici, infermieri e operatori socio-sanitari i più a rischio contagio, con ospedali, cliniche e case di riposo tra i luoghi di lavoro più pericolosi, che insieme alle Asl portano il dato delle denunce all‘81,3% del totale. A seguire ci sono i servizi di vigilanza, di pulizia, call center, il settore manifatturiero, attività di alloggio e ristorazione ed infine il commercio.

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