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Coronavirus, il vescovo di Pinerolo guarito dopo una lunga lotta in ospedale ha deciso di dare l’esempio: donerà il suo plasma

Vaccino Coronavirus
Coronavirus e plasma, anche il vesvoco di Pinerolo donerà (Getty Images)

Emergenza Coronavirus, il vescovo di Pinerolo ha deciso di dare l’esempio. Monsignor Derio Olivero è stato tra i primi in Piemonte ad ammalarsi e ha anche rischiato grosso. Prima la febbre alta, poi il ricovero nel reparto Covid dell’ospedale di Pinerolo e il tarsferimento nel reparto di rianimazione dove è stato prima intubato e tracheotomizzato. Alla fine però ce l’ha fatta, è tornato alla vita normale e ora donerà il suo plasma.

Un gesto caldamente raccomandato dai medici, almeno per tutti quelli che sono stati malati e ne sono venuti fuori. Ora possono aiutare anche altri pazienti semplicemente donando il plasma e anche il vescovo sarà in prima fila per sensibilizzare. “Qui a Pinerolo l’hanno già fatto in tre e fra questi anche un infermiere guarito. Per due volte ho già dato la mia disponibilità a donare il mio sangue e sto aspettando una risposta”.

Il suo personale calvario è durato 40 giorni. quindi sa in prima persona quello che può valere la donazione e la cura. “Faccio un appello a tutti coloro che si sono ammalati di Covid-19, e poi guariti a donare, se possono, il proprio sangue. Quando mi sono ammalato questa opportunità del plasma Covid-19 non c’era e credo che oggi, donare il proprio sangue sia un gesto di grande altruismo”.

Uno dei medici che lavora nel centro trasfusionale dell’ospedale “Agnelli” di Pinerolo, Rami Musleh, ha suibito raccolto l’appello. Ha spiegato che sul tema la ricerca è ancora in atto, ma il gesto del vescovo è forte e bello. “Quando mi ha telefonato non mi sono sorpreso della sua richiesta. È sempre stato vicino agli ultimi, ai poveri, ai bisognosi e questo suo gesto di altruismo rientra nelle sue caratteristiche umane”. Un attestato di stima che vale molto, perché il dottor Musleh è musulmano quindi non lo accomunano questioni di fede.

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Monsignor Olivero guarito dal Coronavirus è già tornato a celebrare

Monsignor Olivero, appena uscito dall’ospedale, aveva raccontato così la sua esperienza dolorosa: “Ho camminato due o tre giorni con la morte, lucidamente con la morte. Però ne sono fuori e quindi sono grato, felice. Piano piano, con un po’ di riabilitazione, ritorno alla vita normale. In particolare mi ha commosso il fatto che anche la comunità valdese, la comunità ortodossa e la comunità musulmana hanno pregato per me: che bella esperienza di ecumenismo, di rapporto interreligioso. Davvero molto bella”.

Il vescovo Derio Olivero (Facebook)

E domenica 14 giugno è tornato a celebrare la sua prima messa della nuova vita, aprendola con ‘La cura’ di Franco Battiato davantio a più di 400 fedeli. A tutti ha ricordato la sua lotta faccia a faccia con la morte. “Tutta la Messa ci ricorda che noi per Dio siamo davvero speciali ed egli si prende cura di noi”.

Sabato scorso poi il 59enne vescovo di origini cuneesi è stato tra i partecipanti del flashmob a Pinerolo per ricordare la morte di George Floyd. Un altro modo per stare vicino alla sua gente.

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