Coronavirus, Roma violate le norme anticontagio: chiuso noto stabilimento

Il noto stabilimento La Vela è stato chiuso dalla polizia di Roma a causa della violazione delle norme anticontagio da coronavirus

coronavirus spiaggia
(Pixabay)

Lo stabilimento La Vela e l’annesso Blanco sono stati chiusi dalla polizia di Roma per carenze igieniche sanitarie e violazioni delle norme anticontagio da coronavirus. Venerdì mattina la polizia, insieme al personale dell’Asl, hanno effettuato dei controlli a La Vela che hanno portato, oltre che ad una multa, anche all’immediata sospensione della somministrazione di alimenti e bevande. Durante i controlli sarebbero state riscontrate diverse irregolarità: “Le cucine erano in pessime condizioni – ha spiegato la poliziacon del cibo conservato male o addirittura scaduto“. Inoltre il personale dell’Asl ha riferito che sono state rinvenute anche delle feci di topo all’interno dei locali. Intanto il titolare dello stabilimento, Marco Fantauzzi, fa sapere che al momento del controllo della polizia le cucine erano chiuse. “Abbiamo ripreso l’attività da poco – ha spiegato Fantauzzici stiamo adeguando alle norme e sistemeremo presto tutte le irregolarità che sono state trovate“.

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La violazione delle norme anticontagio nello stabilimento di Roma

Coronavirus (Getty Images)

A rendere se possibile ancora più gravi le carenze riscontrate dalla polizia nello stabilimento La Vale ci sarebbe anche la mancata applicazione delle regole anticontagio da Coronavirus per l’accesso in spiaggia. Inoltre nelle scorse settimane sarebbero arrivate alcune segnalazioni di assembramenti durante gli aperitivi che la domenica si tengono a La Vela. Proprio tali segnalazioni avrebbero portato la polizia ad effettuare controlli ancora più mirati rispetto alla normale attività di monitoraggio.  Lo stabilimento La Vela, con l’annesso Blanco, rappresentano il cuore della movida estiva romana. Già in passato la polizia ne aveva disposto la chiusura per motivi di ordine pubblico. Nel 2018 infatti c’erano state diverse aggressioni fino ad arrivare all’episodio in cui un folle guidò il suo furgone fino a schiantarsi sulla recinzione dello stabilimento. Alla base del gesto il tentativo di vendicare il figlio a cui era stato negato l’accesso.

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