Incidente Zanardi, parla l’autista: “Ha sbandato, non ho potuto evitarlo” 

Incidente Zanardi, arriva la testimonianza del camionista che l’ha investito. L’uomo, intervistato da La Repubblica, ricostruisce quegli attimi drammatici che hanno portato il campione paralimpico a una nuova lotta per la vita. 

Alex Zanardi
(via Getty Images)

Incidente Alex Zanardi, parla direttamente il camionista coinvolto. Marco, il quale ha preferito non rivelare il suo cognome per tutelare se stesso e la famiglia, ha provato a spiegare il drammatico evento ai microfoni de La Repubblica.

Ha 44 anni e guida autocarri per l’azienda di famiglia da quando ne aveva 20. Insomma, un veterano delle strade e dei mezzi pesanti. Risultato nel frattempo negativo ai test di alcol e droga, l’uomo ha provato a raccontare quanto accaduto due gironi fa.

Incidente Zanardi, parla l’autista del camion

La notte, intanto, non sta dormendo: “Appena chiudo gli occhi riparte quel film. La salita, il camion che arranca, cambio marcia, la curva a sinistra, la macchina della municipale che mi viene incontro, il gruppo di ciclisti, Zanardi che sbanda… E io che sterzo a destra provando ad evitarlo. Ma era impossibile. Non c’era spazio”.

L’autotrasportatore, indagato, conferma la versione che sta man mano trovando sempre più conferme: sarebbe stato Zanardi a sbagliare e a invadere la corsia opposta. “L’ho visto con i miei occhi sbandare e cadere. Ha come perso il controllo del mezzo. Prima ha invaso un po’ la mia corsia, poi è caduto a terra sbattendo la spalla sinistra”, ha raccontato.

Evitato lo scontro frontale

Questione di attimi. Momenti in cui l’uomo ha anche cercato di evitare l’impatto, ma lo scontro era impossibile date le distanze e i tempi davvero minimi: “È stato un secondo, le ruote della sua handbike erano per aria. Ho provato ad allargarmi sulla destra rischiando di andare fuori strada, ma se non l’avessi fatto sarebbe stato un frontale. Con la coda dell’occhio l’ho visto sparire, ho temuto che fosse finito sotto le ruote”. 

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La velocità, assicura il conducente, era limitata anche per questioni logistiche: “Andavo a non più di 30 chilometri all’ora. Il camion era a pieno carico, stavo trasportando cereali da consegnare al Consorzio Agrario di Sinalunga, e la strada, nella mia direzione, era leggermente in salita”. 

Il 44enne, adesso, spera in un contatto con la famiglia dell’ex pilota: “Sono distrutto dal dolore, ma neanche immagino quello che possano provare in queste ore la moglie e il figlio di Alex. Mi dispiace tantissimo. Appena avrò modo, voglio parlare con loro. Lo farò, ma non attraverso il giornale”.