Lega, proposto il blocco automatico del porno su internet

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La Lega propone alla Camera un filtro automatico per bloccare i contenuti porno e altri non adatti ai minori su internet

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La Lega propone il blocco automatico per il porno su internet

La Lega propone una norma che consenta di bloccare automaticamente i contenuti non adatti ai minori, tra quindi la pornografia e la violenza. La proposta riguarda un filtro preventivo che blocca in modo automatico tutti i contenuti online considerati non adatto ai minorenni. In questo modo soltanto il titolare del contratto, maggiorenne, potrà richiedere direttamente all’operatore la disattivazione di tale filtro. Il disegno di legge diventerà efficace se verrà votata la conversione del testo sulla Giustizia, che riguarda anche il tema delle intercettazioni. L’emendamento presentato dal Carroccio prevede uno specifico articolo sui ‘Sistemi di protezione dei minori dal rischio del cyberspazio‘, in cui si esplicita che i gestori della comunicazione elettronica devono provvedere ad un sistema di “parental control” per i minori di 18 anni.

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Internet, la lega propone un sistema di filtraggio dei contenuti porno e violenti: problemi e criticità della norma

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Matteo Salvini, leader della Lega (Foto: Getty)

Fa già discutere la nuova proposta della Lega, in un disegno di legge che dovrà essere approvato in Parlamento in sede di conversione in legge. Il filtro preventivo che verrebbe inserito su internet, capace di bloccare automaticamente tutti i contenuti non considerati adatti ai minori, sarà installato dagli operatori della comunicazione. Il consumatore che stipulerà il contratto dovrà richiedere esplicitamente la disattivazione del filtro. Il testo è ora nella commissione competente della Camera, ma i tempi per la modifica sono molto stretti, in quanto i termini per la conversione scadono il 29 giugno. Con la norma sono sorti anche dei problemi, come la poca chiarezza su come verrà deciso l’idoneità dei contenuti. In questo modo si rischierebbe di mettere in atto la censura del web, in contrasto con la legge che ne dichiara la neutralità. Per questo motivo, infatti, alcune proposte in Paesi come Stati Uniti e Regno Unito sono state scartate.

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