Verona, batterio killer in ospedale: tre i possibili neonati morti

Verona: il nuovo allarme è causato dalla presenza di un batterio killer nel reparto neonatologia dell’ospedale di Borgo Trento. Morta una neonata e altri casi in via di valutazione.

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Batterio killer in ospedale: sono tre i possibili neonati deceduti (photo Pixabay)

Verona: sono in corso le indagini per capire quanti sono, effettivamente, i neonati uccisi dal cosiddetto “crictobatter” e, allo stesso tempo, quanti sono quelli che hanno subito danni permanenti al cervello. Come riporta Il Fatto Quotidiano, a distanza di quasi un anno dal primo decesso, la procura ha deciso di chiudere le terapie intensive neonatale e pediatrica all’ospedale della Donna e del Bambino. Queste, saranno soggette a sanificazione. Come leggiamo dalla fonte, i parti saranno dunque trasferiti nelle altre strutture del luogo.

Ciò su cui si deve far luce, è quanto sia stata, al momento, dannosa, la presenza di questo batterio killer. Infatti, da quanto si apprende, potrebbero essere almeno tre i neonati deceduti a causa del crictobatter. Altri dodici sarebbero stati colpiti dal batterio, che causa delle gravissime encefalopatie.

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Verona: il batterio killer potrebbe aver ucciso altri tre neonati

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Neonato (photo Pixabay)

Come riporta Il Fatto Quotidiano, il primo caso di decesso infantile, causato dal batterio killer, risale allo scorso anno. Si tratta di Nina, una bimba nata nell’aprile 2019 e deceduta a novembre dello stesso anno, all’ospedale Gaslini di Genova, dove era stata portata per particolari cure. In tal senso, sono i genitori dei bambini morti ad aver preso parola.

Il piccolo Leonardo, come leggiamo dalla fonte, è morto lo scorso aprile, all’età di 6 mesi. Anche il figlio di una coppia pakistana è morto la scorsa estate. Ma non è tutto: sempre nella struttura ospedaliera presa in causa, ci sono anche alcuni neonati che sono in stato vegetativo. È il caso, ad esempio, di Alice, la piccola colpita da danni neurologici. In tutto, i casi di neonati colpiti, con conseguenti danni sarebbero dodici.

A prender parola sulla delicata questione, è stato Francesco Cobello, direttore generale dell’Ospedale. Il direttore ha fatto capire che si sta lavorando intensamente per cercare di capire cosa sia successo. Dalle sue parole, si può capire come questa insidia si manifesti sotto due aspetti: quello verticale, ovvero da madre a figlio, e quello orizzontale, da persona a persona. Le indagini, con relativa chiusura del reparto, sono in corso.

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