Coronavirus, svolta nella ricerca della cura: farmaco riduce mortalità del 35%

Svolta nella ricerca della cura per il Coronavirus. In Gran Bretagna, un medicinale avrebbe contribuito a ridurre il tasso di mortalità del 35%

Coronavirus cura
Coronavirus, svolta nella ricerca della cura (Getty Images)

La lotta al Coronavirus è ben lontana dall’essere conclusa. Nonostante in Europa i numeri siano in netto miglioramento e i principali paesi siano tornati a respirare, il pericolo rimane dietro l’angolo. Per questo motivo, scienziati e ricercatori continuano a lavorare per trovare una cura contro la pandemia che da gennaio ha stravolto la realtà di tutti.

Da Londra, riporta La Repubblica, è forse stata trovata la prima cura veramente efficace contro il Covid-19. Si tratta del desametasone, ossia un antinfiammatorio steroideo. Gli scienziati britannici lo hanno addirittura definito un “major breakthrough“, ossia una grande svolta negli studi per la cura. Si tratta di un medicinale estremamente economico, e che ha dato i migliori risultati mai riscontrati fino ad ora.

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Cura Coronavirus, l’efficacia del desametasone: i risultati ottenuti

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Il farmaco avrebbe salvato la vita al 35% dei pazienti in terapia intensiva (Getty Images)

Dopo diverse sperimentazioni, dalla Gran Bretagna sono sicuri: il desametasone è il primo farmaco a dare risultati sorprendenti nella ricerca della cura per il Coronavirus. Il medicinale, somministrato a 2mila pazienti sotto ventilatore polmonare, avrebbe salvato la vita al 35% del totale. “Si può veramente parlare di una svolta” spiega il prof. Peter Horby, a capo della piattaforma Recovery: “Non abbiamo mai avuto risultati del genere con nessun altro farmaco“.

Ai microfoni della Bbc, il corrispondente medico Fergus Walsh ha ribadito l’importanza della scoperta. “Dobbiamo festeggiare, milioni di pazienti forse potranno sopravvivere” ha spiegato: “Potrebbero esserci grandi benefici a livello globale“. Secondo quanto riportato dagli scienziati d’oltremanica, se il desametasone fosse stato somministrato ai pazienti da inizio pandemia, sarebbero potute sopravvivere tra le 4 e le 5mila vittime.

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