Umbria, addio pillola abortiva a domicilio: polemiche nella Regione

In Umbria non sarà più possibile prendere la pillola abortiva autonomamente in casa, ma soltanto in ospedale. Le accuse dell’opposizione regionale

Pillola abortiva
Pillola abortiva a domicilio vietata in Umbria (via Getty)

Sta facendo molto discutere la decisione della giunta della Regione Umbria, guidata dalla leghista Donatella Tesei, che prevede di poter utilizzare la pillola per abortire Ru486 solamente in ospedale e non più a domicilio. Mentre da parte della Lega c’è soddisfazione per questo provvedimento, le opposizioni si sono scagliate contro la Tesei, temendo problemi per i diritti delle donne. La Ru486, anche se tecnicamente il nome del farmaco è Mifegyne, è stata introdotta e commercializzata in Italia nel 2009, su approvazione da parte dell’Aifa (L’Agenzia italiana del farmaco). Questo medicinale consente di garantire alle donne che volessero praticare l’interruzione volontaria di gravidanza un’alternativa alla chirurgia, rispettando la legge 194 del 1978. La norma prevede che l’aborto debba essere praticato in ospedale, mentre le singole Regioni possono disporre diversamente. Proprio per questo la presidentessa uscente Catiuscia Marini aveva in passato permesso l'”aborto domiciliare“, mentre ora la nuova giunta ha cambiato la delibera.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Aborto, il Vescovo denuncia: “Pandemia silenziosa e legalizzata”

Umbria, tolta la pillola abortiva a domicilio. L’opposizione regionale: “Un danno per le donne”

umbria pillola abortiva
Donatella Tesei e Matteo Salvini (Foto Twitter)

Ovviamente la decisione ha scatenato grandissime polemiche, con gli esponenti umbri dell’opposizione all’attacco. I consiglieri regionali del PD e del Movimento 5 Stelle sostengono che si sia fatto un passo indietro sul tema dei diritti delle donne e che l’atto “renderà loro difficile la vita e l’autodeterminazione“. Di parere completamente opposto la Lega, che attraverso le parole del senatore Simone Pllon, commissario del ‘Carroccio’ a Perugia, ribatte: “Gli interventi eseguiti in ambito di un ricovero ospedaliero evitano di lasciare la donna completamente da sola di fronte all’insorgenza di eventuali rischi“.

LEGGI ANCHE >>> Umbria, incendio in casa di Mario Draghi: nessun ferito