Sarah Hijazi si è suicidata, l’attivista Lgbt fu stuprata in carcere in Egitto

Si è suicidata Sarah Hijazi, attivista arrestata al Cairo nel 2017 dove fu stuprata e torturata, dopo essere stata rilasciata un anno fa

Sarah Hijazi
Sarah Hijazi

A soli 30 anni si è suicidata Sarah Hijazi, attivista Lgbt che fu arrestata il 22 settembre del 2017 durante un concerto dei Mashrou’ Leila al Cairo (Egitto). Con lei, finì in carcere anche un suo amico, Ahmed Alaa, per aver sventolato la bandiera arcobaleno. Questo gesto in Egitto non è tollerato.

Finita in carcere, lì fu torturata e stuprata. Poi, dopo le pressioni internazionali, fu liberata un anno fa. Ha trovato successivamente asilo in Canada dove ha continuato a battersi per i diritti Lgbt.

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Sarah Hijazi, la lettera d’addio ai fratelli

Bandiera Lgbt

Quanto ha subito in Egitto, purtroppo, però l’ha segnata fin troppo e l’ha distrutta nel suo animo. Ieri, dopo aver scritto una lettera ai fratelli che ha cresciuto dopo la morte del padre, si è suicidata.

“Ai miei fratelli e sorelle, ho provato a sopravvivere e ho fallito, perdonatemi. Ai miei amici, l’esperienza è dura e sono troppo debole per resistere, perdonatemi. Al mondo, sei stato davvero crudele! Ma io perdono”.

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