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Bonus affitti per ristoranti, bar, alberghi: diventa operativo il sostegno economico per alcune delle categorie pesantemente toccate dalla pandemia

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Ristoranti e bar, c’è il bonus affitti (Getty Images)

Bonus affitti per ristoranti, bar, alberghi: uno dei molti provvedimenti previsti nel Decreto Rilancio è finalmente operativo. Oggi l’Agenzia delle Entrate ha reso nota la circolare e il codice tributo che permette di utilizzare l’agevolazione. In sostanza è un credito d’imposta compreso tra il 30 e il 60% dell’affitto pagato nei mesi di chiusura forzata. E riguarda le imprese che hannogfatto registrare una diminuzionme nel loro fatturato.

Il bonus è stato pensato per gli immobili ad uso non abitativo che sono destinati a svolgere attività commerciali, artigianali industriali, o agricole. In primis quindi ristoranti, bar e alberghi, ma non solo. Sono inclusi infatti anche enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. L’agevolazione vale anche per i canoni di concessione o leasing (codice tributo ‘6920’), con un credito che potrà anche essere ceduto.

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Ristoranti e bar, come funziona il bonus affitti (Getty Images)

Come funziona il bonus sotto forma di credito d’imposta? Sarà pari al 60 per cento del canone di locazione degli immobili ad uso non abitativo. Oppure al 30 per cento del canone nei casi contratti di affitto d’azienda. Condizione fondamentale però è che il versamento del canone sia già stato effettuato. In caso di mancato pagamento, la possibilità di utilizzare il credito d’imposta rimarrà sospesa fino al momento del versamento. Qualora il canone sia stato versato anticipatamente, il beneficiario dovrà individuare le rate relative ai mesi di fruizione comparandole alla durata complessiva del contratto.

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Bonus affitti per diverse categorie commerciali, come accedere

Vediamo quindi a chi spetta il Bonus affitti per ristoranti, bar, alberghi. Ne beneficia chi svolge attività con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro calcolato nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio (20 maggio scorso). Il credito è riconosciuto alle strutture alberghiere e agrituristiche indipendemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo fiscale precedente. Sono inclusi anche i forfettari e le imprese agricole oltre a chi svolge un’attività alberghiera o agrituristica stagionale. In quest’ultimo caso i mesi da prendere a riferimento sono quelli relativi al pagamento dei canoni di aprile, maggio e giugno.

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Bar, ristoranti e alberghi devono ripartire (Getty Images)Ma per accedere bisognerà dimostrare una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020. E dovrà essere di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Per questo può essere che il credito d’impostaspetti  solo per uno (o due) dei tre mesi presi in esame.

Il bonus può essere utilizzato in compensazione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa. Oppure può essere ceduto a favore del locatore o del concedente, oppure di altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.