Vaccino Coronavirus, dagli USA: “Disponibile all’inizio del 2021”

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Il direttore del National Institutes of Health ha affermato che all’inizio del prossimo anno potrebbero essere disponibili i primi 100 milioni di dosi del vaccino contro il Coronavirus.

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(Photo by Pedro Vilela/Getty Images)

Dagli Stati Uniti continuano ad arrivare buone notizie riguardo lo sviluppo di un vaccino in grado di proteggere le persone dal nuovo Coronavirus. A confermarlo è stato il dottor Francis Collins, direttore del National Institutes of Health (NIH). Vista la complessità delle ricerche il condizionale è d’obbligo, ma se dovessimo segnare una data sul calendario ci dovremmo probabilmente orientare sui primi mesi del prossimo anno.

Già Anthony Fauci, capo della task force americana costituita per l’emergenza Covid, aveva indicato lo stesso periodo come possibile per avere a disposizioni le prime dosi del nuovo preparato.

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Vaccino Coronavirus: “Se tutto va bene 100 milioni di dosi a inizio 2021”

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(Photo by Fiona Goodall/Getty Images)

Secondo Collins, se non si presenteranno intoppi inaspettati, all’inizio del 2021 dovrebbero essere disponibili fino a 100 milioni di dosi. Numeri più prudenti rispetto a quelli ipotizzati da Fauci, che per l’inizio dell’anno nuovo si auspicava di avere “un paio di centinaia di milioni di dosi”.

Ottimismo ad ogni modo fondato, in virtù delle diverse ricerche in corso parallelamente. Sono infatti cinque le sperimentazioni attualmente finanziate dal governo americano. Le case farmaceutiche Moderna e AstraZeneca hanno già avviato la sperimentazione clinica sull’uomo. A lavoro anche Johnson & Johnson, Sanofi e Merck, seppure – stando a quanto detto dall’OMS – siano ancora nella fase di sviluppo.

Diverse strade dunque, per raggiungere un obiettivo comune. “Dato che ne abbiamo un certo numero (di sperimentazioni in corso, ndr) e tutti usano una strategia diversa, sono ottimista sul fatto che almeno uno, forse due, forse tre arriveranno al risultato di cui abbiamo bisogno”, ha detto Collins alla CNN. “Stiamo usando una serie di approcci diversi, quindi è molto probabile che almeno uno di loro e forse più funzioneranno”.

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“A luglio sperimentazione su 30.000 persone”

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Vaccino (Getty Images)

A luglio se ne sapra più. E’ infatti prevista la sperimentazione dei diversi vaccini su un campione di 30mila persone. Ad alcune di loro verrà somministrato uno dei nuovi farmaci, ad altre un placebo. Successivamente i ricercatori potranno così osservare le diverse reazioni al contatto con il virus, così come eventuali effetti collaterali.

Terminata questa fase delle sperimentazione, detta fase 3, potranno essere richieste le diverse autorizzazioni necessarie per avviare la produzione su larga scala.

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