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Coronavirus clorochina, gli autori del discusso studio pubblicato sulla rivista ‘The Lancet’ si pentono e ritirano le firme. Il farmaco funziona?

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Coronavirus, svolta nell’uso dell’idrossiclorchina (Getty Images)

Cure Coronavirus e clorochina, un binomio che pyuò funzionare. Eppure fino a qualche giorno fa lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista ‘The Lancet’ sembrava stroncare l’ipotesi. L’uso della clorochina o idroclorochina (commercializzata ad esempio con il Plaquenil) non poteva avere effetti positivi per contrastare il Covid-19. Oggi però tre dei quattio ricercatori che avevano firmato lo studio si chiamano fuori.

Hanno infatti ritirato la loro firma dal documento, lasciando da solo il discusso dottor Sapan Desai (responsabile dell’azienda Surgisphere che aveva fornito i dati). Ma cosa diceva lo studio? In sostanza l’antivirale idroclorochina non solo era inefficace ma poteva anche essere dannoso. Oggi però tre firmatari hanno detto di “non poter garantire la veridicità delle fonti”. La ricerca aveva analizzato dati di 96 mila pazienti ricoverati tra dicembre e aprile in 671 ospedali.

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I dati sul farmaco non convincono (Getty Images)

Questi dati erano stati raccolti dalla Surgisphere che però non ha mai permesso di accedere alle informazioni. Ufficialmente c’erano accordi di confidenzialità con gli ospedali che avrebbero fornito i dati, ma dietro potrebbe esserci altro.  Una guerra commerciale che, in assenza di conferme scientifiche sull’efficacia contro il Coronavirus, ha per ora stoppatoi il farmaco.

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Clorochina, l’Oms cambia idea e sta per riprendere gli studi specifici

In effetti sull’efficia della clorochina il dibattito è aperto. A fine maggio il Consiglio francese per la salute pubblica e quello del’Agenzia del farmaco hanno deciso di vietarla per il trattamento del Coronavirus. Ma lo facevano in base ai rilievi del’Oms e a quelli della rivista Lancet. E pure l’Agenzia italiana del farmaco, che a maggio aveva autorizzato la sperimentazione, l’aveva sospesa per “rischi di reazioni avverse e benefici assenti”.

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Coronavirus, la sperimentazione continua (Getty Images)

Ora però l’Oms ha deciso di riiprendere gli studi sulla clorochina contro Covid-19 interrotti in via precauzionale. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a Ginevra. “Come sapete, la scorsa settimana il gruppo esecutivo del trial Solidarity aveva deciso uno stop. Sulla base dei dati disponibili sulla mortalità, i membri del comitato hanno raccomandato che non vi siano ragioni per modificare il protocollo del trial. Il comitato per la sicurezza e il monitoraggio dei dati continuerà comunque a monitorare attentamente la sicurezza di tutte le terapie testate nell’ambito dello studio Solidarity”.

E due importanti centri di ricerca australiani hanno già avviato sperimentazioni cliniche del farmaco. Il primo test è condotto da scienziati del Doherty Institute dell’università di Melbourne. Punta a stabilire se se la somministrazione di idrossiclorochina possa prevenire il peggioramento dei pazienti contagiati. La seconda sperimentazione è invece del Walter and Elizabeth Hall Institute of Medical Research di Melbourne. I volontari sono selezionati per escludere condizioni, come problemi cardiaci o di vista, che potrebbero esporli a pericolosi effetti collaterali.

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