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Comunione, il virologo Anthony Fauci è contario anche se il sacerdote indossa i guanti. Una posizione che ha già diviso i fedeli

Comunione ancora proibita in chiesa? (Getty Images)

Comunione, il virologo Anthony Fauci (principale consigliere del presidente Trump sul Covid-19) ha espresso un’opinione forte. E le sue parole stanno già dividendo i fedeli, tornati da qualche settimana a popolare le chiese in tutto il mondo. La regola è chiara: chi vuole può ricevere l’ostia ma indossando la mascherina sino al’ultimo mentre il sacerdote deve distribuirla con i guanti.

Tanta cautela però come dice Fauci non basta. Lo ha detto chiaramente in una lunga intervista alla rivista ‘America’ pubblicata dai gesuiti statunitensi. Lui che proprio dai gesuiti ha studiato (alla Regis High School di New York e al College Holy Cross a Worcester), ha detto di essere scettico sulle novità introdotte.

Secondo Fauci, Direttore dell’Istituto Nazionale per le allergie e le malattie infettive, ogni chiesa dovrebbe adottare misure di “buon senso”. Tutto questo per proteggere i fedeli ma anche le comunità. Quindi è logica la richiesta di indossare la mascherina, così come il distanziamento sociale e il divieto di organuzzare i cori.

Anthony Fauci
Il virologo Anthony Fauci (Getty Images)

Il capitolo più controverso però è quello della Comunione: “Penso che per il momento bisognerebbe solo impedirla”, ha detto. Fauci non è ovviamente contrario al gesto in sè, ma non ritiene che ci siano ancora le condizioni di sicurezza. Ecco perché sarebbe opportuno attendere di essere veramente fuori dal picco della pandemia.

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Comunione con i guanti, è polemica anche in Italia: un parroco si dimette

Secondo il virologo ogni chiesa dovrebbe limitare il numero di persone, in modo che non ci siano contatti nei banchi. Discorso diverso per il celebrante: “Se il sacerdote è sull’altare, separato dai fedeli da dieci, meglio quindici metri, non penso che sia assolutamente necessario per lui usare le maschere. Ma le persone che sono a meno di sei o dieci metri l’una dall’altra ne hanno davvero bisogno”.

Ancora più drastica però la posizione espressa da don Leonardo Ricotta. Sino a qualche giorno fa era sacerdote presso la parrocchia Sant’Agata di Villabate, comune della città metropolitana di Palermo. Ma ha presentato le sue dimissioni perché “la comunione con i guanti è un atto di macelleria eucaristica”.

Tutte le precauzioni necessarie per la comunione (Getty Images)

Don Ricotta è apertamente contrario all’obbligo di distribuire l’eucaristia con le mani protette, così come prevedono le misure di contenimento. Di fronte all’obbligo, ha preferito rinunciare e non è stato allontanato come ha spiegato l’arcidiocesi di Palermo: “A far data dal 21 maggio 2020 don Leonardo Ricotta non è più il sacerdote della parrocchia Sant’Agata a Villabate avendo egli stesso rinunciato a tale ufficio. Non è vero che è stato rimosso”. La nota è firmata dall’arcivescovo Corrado Lorefice e dovrebbe mettere fine alle polemiche che si sono scatenate negli ultimi giorni.