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Caso George Floyd, nuove proteste negli USA: morte 2 persone a Chicago. Altri 4 agenti di polizia hanno subito ferite d’arma da fuoco durante le manifestazioni a St. Louis. Paura anche alla Casa Bianca

Morte George Floyd
Caso George Floyd, ancora proteste negli USA: uccise 2 persone a Chicago (Foto: Getty)

Non si placano le proteste negli Usa per la morte di George Floyd. Da Minneapolis gli scontri si sono spostati in gran parte del territorio nazionale, arrivando a minacciare persino la sicurezza della Casa Bianca.

Tra le città più colpite dalle manifestazioni c’è St. Louis, dove quattro agenti sono rimasti feriti per colpi di arma da fuoco.

I poliziotti sono stati ricoverati in ospedale e non sono in pericolo di vita, secondo quanto comunicato dallo stesso dipartimento.

Più grave invece il bilancio in un sobborgo di Chicago, dove due persone sono state uccise durante i disordini scoppiati per il caso Floyd.

La stampa locale fa sapere che più di 60 persone sono state arrestate per disordini e che la situazione non è ancora del tutto sotto controllo.

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Caso George Floyd, ancora proteste negli USA: uccise 2 persone a Chicago

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Caso George Floyd, ancora proteste negli USA: uccise 2 persone a Chicago (Foto: Getty)

La polizia dello stato dell’Illinois e l’ufficio dello sceriffo della contea di Cook sono stati chiamati per aiutare la polizia locale lunedì, mentre la gente irrompeva in un negozio di liquori e in altre attività commerciali e rubava oggetti. Da lì sarebbe nata una sparatoria che avrebbe portato alla morte di due persone.

Le proteste proseguono anche in altre città, tra cui New York e Washington. Nemmeno il presidente Trump sembra al sicuro alla Casa Bianca.

Proprio davanti alla sede istituzionale, sono stati lanciati dei lacrimogeni per disperdere la folla, oltre ad alcune cariche della polizia a cavallo.

Lo stesso Trump ha condannato le violenze che si sono verificate domenica nella capitale. “Sto inviando migliaia e migliaia di soldati pesantemente armati, personale militare e agenti per fermare le rivolte, il saccheggio, il vandalismo, le aggressioni e la distruzione della proprietà”, ha sostenuto il leader repubblicano.

Nel frattempo però il presidente si ripara nel bunker segreto della Casa Bianca costruito durante la Seconda Guerra mondiale. Un luogo super sicuro, reso invalicabile con gli ammodernamenti voluti da Obama (oltre 375 milioni di dollari spesi), a cui si accede attraverso un tunnel sotterraneo. Un’altra testimonianza che la situazione è tutt’altro che sotto controllo.

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