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Donald Trump attacca la Cina: una conferenza stampa alla Casa Bianca per annunciare nuove sanzioni in arrivo. Al centro della contesa il caso Hong Kong

Donald Trump Cina sanzioni
Donald Trump, pugno duro contro la Cina (Getty Images)

Donald Trump attacca la Cina e non arretra di un millimetro. “Ha violato la sua promessa di assicurare l’autonomia di Hong Kong“, ha detto pochi minuti fa in conferenza stampa alla Casa Bianca. Ecco perché gli Stati Uniti elimineranno tutte le agevolazioni con Hong Kong perché secondo il presidente non è più territorio autonomo.

Non è tutto, perché ci saranno anche maggiori controlli alle frontiere e sarà sospeso l’ingresso ad alcuni cittadini cinesi. Sono quelli che il governo americano identifica come possibile rischio per la sicurezza nazionale. E già che c’era Trump ha pure dichiarato guerra all’Oms, annunciando che i fondi statunitensi saranno diretti ad altre organizzazioni nel mondo.

Una battaglia, quella contro la Cina per l’autonomia di Hong Kong che vede Trump alleato con il premier britannico Boris Johnson. Entrambi i Paesi nelle ultime ore  durante una riunione alle Nazioni Unite hanno invitato la Cina a riflettere sulle preoccupazioni espresse da diverse nazioni. Tutto è precipitato con la scelta del governo di Pechino che ha esteso la legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong.

Donald Trump passa al contrattacco (Getty Images)

La Cina però non ci sta e contrattacca bollando come inutile qualsisi tentativo di intromettersi negli affari interni del Paese. Una posizione ribadita da Zhang Jun, ambasciatore cinese presso le Nazioni Unite. Considera assolutamente infondate le ultime contro la Cina, quindi Stati Uniti e Gran Bretagna devono cessarla.

Intanto però Londra ha già anticipato di esdsere pronta a concedere ospitalità ad almeno 300mila cittadini di Hong Kong. In fondo quella è ancora un’ex colonia britannica. E all’atto della nuova cessione alla Cine, Pechino aveva specifiocato che sarebbe rimasto un territorio a parte anche se così poi non è stato.

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Hong Kong, la Cina non ammette interferenze e l’Italia media

La crisi di Hong Kong, vissuta dalla Cina, non esieste. Oggi il ministero cinese della Pubblica sicurezza ha confermato che appoggerà la polizia locale per fermare le violenze e ristabilire l’ordine. La nuova legge è stata pensdata per punire ogni tentativo di secessione, sovversione, terrorismo e interferenze straniere, ma come verrà applicata ancora non è chiaro.

Sulla cristi in atto si è espreso anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha partecipato ad una riunione con i colleghi dell’Ue. Come hanno confermato fonti della Farnesina all’Ansa, l’Italia è per preservare la stabilità ma anche la libertà e diritti fondamentali di Hong Kong. Di Maio si è augurato che non sia leso il principio ‘un Paese, due sistemi’.

Di Maio
Luigi Di Maio, ministro degli Esteri italiano (Getty Images)

Una situazione in evoluzione continua. Ma la mossa britanica per la concessione dei passaportri e le sanzioni Usa rischiano di accelerare la frattura.