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Fase 2, a Roma ristoranti ancora vuoti o chiusi. L’immagine della Capitale è desolante soprattutto di sera, con i gestori che non sanno come fare

Fase 2, un ristorante in piazza Navona vuotyo (Getty Images)

Fase 2, a Roma ristoranti aperti a tutti gli effetti da lunedì scorso dopo la fase da asporto. Ma il quadro è desolante e sconfortante, tra gestori che hanno rinunciato almeno al momento ad aprire e altri che invece ci stanno solo rimettendo. In particolare nel cento storico della Capitale molti hanno deciso di rinunciatre, in attesa di tempo migliori.

Lo conferma Gianfranco Contini, portavoce de ‘La Voce dei locali di Roma’, nato durante l’emergenza Covid per raccogliere le proteste. Ha spiegato che “il 90% dei ristoranti non riapriranno in questi giorni. Se il locale di quartiere ha qualche chance, il nostro prossimo step invece è il 12 giugno, vediamo per quella data cosa succede”. L’attesa è per il rinnovo della cassa integrazione. Altrimenti i titolari saranno costretti a licenziare i dipendenti.

Una voce importante e una testimonianza diretta quasi in tempo reale arriva dallo storico ristorante ‘Checco dello Scapiccolo‘ all’Eur. Un locale che nel 2021 festeggerà i suoi primi 90 anni di vita e che rappresdenta un punti di riferimento non solo per i romani. Il gestore questa sera ha postato un video che descrive più di mille parole la situazione. L’ampio salone del ristorante quasi completamente vuoto. Come vuoto, se non per qualche erara macchina, è anche il parcheggio al di fuori. Senza un sostegno concreto da parte dello Stato è impossibile che i ristoratori, in ogni parte d’Italia, riescano a tirare avanti.

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Fase 2 ristoranti, a Napoli riapre tutto il Lungomare ma in centro è crisi vera

Ma se in altre regioni, come il Piemonte, ristoranti e pizzerie riapriranno soltanto sabato 23, oggi è stato giorno importante in Campania. Dopo l’ordinanza del governatore De Luca infatti i locali hanno riapertto su tutto il territorio.

Commovente il minuto di silenzio dedicato a medici, infermieri e a tutte le vittime del Coronavirus sul Lungomare. In fila, rigorosamente distanziati, camerieri, cuochi, maitres e personale, tutti con le mascherine alzando le braccia verso il cielo. Poi un lungo applauso e dopo 72 giorni anche qui i locali hanno riaperto i battenti, tra mille incertezze sul presente e sul futuro.

Fase 2 ristoranti aperti e pochi clienti (Gatty Images)

In realtà i ristoranti della zona avevano già lavorato da tempo per rispettare alla lettera le ordinanze. Tavoli all’aperto distanziati almeno di un metro l’uno dall’altro e codici a barre da leggere con il cellulare al posto dei menù di carta. In più strisce blu a terra per mantenere il giusto spazio. E personale con la mascherina, che non ha lo stesso fascino di sempre ma è megliol di niente. In realtà però le associzioni di categoria lanciano l’allarme. Nel centro di Napoli almeno 3 locali su 10 non riapriranno. E nel resto della regione la situazione non è diversa.