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Fase 2, allarme prezzi: in diverse zone d’Italia sono stati registrati aumenti ingiustificati e senza controlli. Le giustificazioni non convincono

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Ristoranti e bar, allarme prezzi (Getty Images)

Fase 2, allarme prezzi: è bastata la riapertura di diversi settori strategici, dai bar ai parrucchieri e ai negozi al consumo per fare scattare l’allarme. In pochi giorni sono arrivate moltissime segnalazioni alle associazioni dei consumatori. Denunciano un aumento ingiustificato dei costi e alcune scuse fantasiose per giustificarli.

Il lungo lockdown, i mancati guadagni e le prospettive fosche sul futuro avrebbereo generato aumenti anche in servizi comuni. Primo ad accendere la loice su questi rincari è stato il Codacons che segnale in alcuni casio un aumento del 50% sul caffè e del 25% su taglio e piega. In testa ai presunti ‘furbetti’ dello scontrino ci sarebbero i bar. Il caffè a Milano è arrivato a toccare quota 2 euro, con un prezzo medio pari a 1,30, menttre a Roma il tetto è 1,50 a fronte di in prezzo medio pari a 1,10. Male anche la riapertura dei parrucchieri. Anche qui listinio all’apparenza aumentati con un taglio che passa da una media di 20 a 25 euro- Ma sono stati segnalati rincari anche peri al 60%.

La conferma arriva anche da Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Segnala pure lui l’arrivo di molte segnalazioni. Ma anche la comparsa di un fenomeno nuovo, l’autogiustificazione estrosa. Conti maggiorati anche di 5 euro, giustificati con le spese necessarie per la sanificazione dei locali.

Fase 2 prezzi, i consumatori preoccupati (Getty Images)

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Fase 2, gli esercenti si giustificano ma in realtà mancano i controlli

In realtà per capire se veramente i prezzi in Fase 2 sono lievitati in maniera ingiustificato occorrerà attendere le prossime settimane e le rilevazioni. Sembra chiaro però che molti locali commerciali faticano ad adattarsi alle nuove regole. Anche perché per bar e ristoranti la minore capienza media significa un calo netto nelle entrate che in qualche modo devonio essere compensate.

Da più parti quindi sono invocati controlli più stringenti sui prezzo e monitoraggi che osservino sia il singolo territorio che la provincia e regione. Ovviamente i titolari dei locali, a cominciare da quelli dedicati alla ristorazione, non ci stanno. Perché molto dipende dai costi delle materie prime e quindi dal margine di ricavo che possono pensare di ricavare.

Prezzi, chi vigila sugli aumenti in Fase 2? (Getty Images)

Nessuno per può rispondere ad una domanda che è l’unica  a contare realmente adesso. Se anche qualcuno, o molti, in questi giorni di ripresa si sta apporfittando per rincarare i prezzi, cosa succederà quando il Paese tornerà a regime. Il caffè continuerà a costare almeno 20 o 30 centesimi più di quanto non fosse te mesi fa. Oppure una volta riassestati i meccanismi tutto tornerà come prima? Un problema che interessa diverse categorie commerciali e sul quale le associazioni dei consumatori invocano un controllo più stretto.