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Il professor De Donno, pneumologo e pioniere del plasma come terapia al Covid-19, torna ad attaccare gli scienziati italiani

covid De Donno
(Facebook)

Per molti giorni si è parlato della tecnica del plasma dei pazienti guariti per curare i malati di Covid-19. Ne sono nate diverse polemiche, anche nella politica, per il presunto oscurantismo da parte del Governo. Giuseppe De Donno, il pioniere della plasmaterapia, dopo essersi lamentato nelle tv per la poca attenzione posta su questa cura, apparentemente molto efficace, è tornato all’attacco. Lo pneumologo dell’ospedale di Mantova, in una intervista rilasciata al settimanale ‘Oggi‘, ha affermato: “Ho due rimpianti. Il primo è quello di non aver alzato la voce prima e in maniera più energica. Avevo un dovere civico, non possiamo lasciare tutto in mano a scienziati prezzolati. C’è un grande conflitto di interessi nei medici che vanno in tv. Non sono arrabbiato, sono infuriato“.

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Covid-19, De Donno arrabbiato con i suoi colleghi: il pensiero del pioniere della plasmaterapia

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Coronavirus, esiste la cura: sintomi eliminati in 2-48 ore (Foto: Getty)

Non si placano le polemiche per le esternazioni di Giuseppe De Donno, colui che per primo nell’ospedale di Mantova ha sperimentato la cura dei malati con il plasma prelevato dai pazienti guariti dal Covid-19. A chi lo accusa di essere no-vax, il professore risponde: “Sono assolutamente favorevole alle vaccinazioni e non avrei nulla in contrario contro una produzione industriale del plasma contenente gli anticorpi contro il virus. Il mio mestiere è salvare vite umane, tutto il resto non mi interessa”. Infine, lo pneumologo spiega alcune particolarità e retroscena sull’epidemia: “In Lombardia sono presenti 4 ceppi dello stesso virus, di cui nessuno uguale a quello cinese. Ho studiato attentamente alcuni casi di polmonite molto aggressiva avvenuti nel mio reparto e secondo me i primi casi di Covid risalgono tra ottobre e novembre. Forse si è trattata di una prima ondata meno contagiosa”.

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