Fontana: “Pronto a richiudere la Lombardia. Accuse pilotate contro di me”

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Coronavirus, Attilio Fontana commenta la fase 2 in Lombardia. Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente spiega come la Regione ripartirà e respinge fortemente le accuse per le Rsa. 

Fontana isolamento

La Lombardia riparte con fiducia e attenzione, ma è pronta a richiudersi qualora la situazione non dovesse rivelarsi così positiva come si spera. Ad annunciarlo è Attilio Fontana, presidente della Regione lombarda intervistato dal Corriere della Sera.

Lombardia

Fontana commenta la fase 2 in Lombardia

Il governatore, innanzitutto, spiega quali deroghe ci saranno rispetto all’ordinanza nazionale: “Le uniche differenze – spiega – riguardano il fatto che noi non apriremo subito le piscine, le palestre, i centri benessere e che per andare al ristorante è necessario misurare la febbre. Abbiamo sempre detto che bisogna occuparsi della ripresa senza però mai dimenticarsi della sicurezza”.

Da lì l’avviso: se l’indice dei contagi dovesse risalire, la Lombardia sarebbe pronta a rintanarsi di nuovo. “Siamo pronti a richiudere”, sottolinea infatti Fontana. Ma ovviamente si spera di non arrivare a tal punto: “Ci affidiamo molto al comportamento dei nostri concittadini perché tutti gli esperti sono concordi nel dire che anche una riapertura parziale comporta comunque un aumento dei contagi”.

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Ma la verità è che Fontana è fiducioso per questa ripresa. Tanto che spera anche che i residenti lombardi possano anche tornare a viaggiare in tutta Italia dopo il prossimo 3 giugno. Per quanto riguarda invece le gravi accuse a suo carico, il politico replica piuttosto seccato: “La zona rossa di Alzano non potevo farla io, lo dicono anche i giuristi come Cassese. Per le Rsa noi non c’entriamo con la gestione. A noi spetta il controllo del rispetto dei protocolli. Ricordo che le Rsa per il 90 per cento sono private. Ricordo anche che tante Rsa sono di proprietà di persone illustri dell’economia italiana. Non faccio nomi”.

E ancora: “Ricordo anche che su 705 case di riposo solo 15 hanno aderito e noi non abbiamo imposto niente a nessuno”. Fontana, in chiusura, ci tiene anche a sottolineare che: “Quello che è successo in Lombardia è successo in tutta Italia. Le stesse scelte sono state prese da tanti altri governatori di centrodestra e centrosinistra. Significa che l’attacco contro la Lombardia è determinato da altre ragioni”. Il riferimento è politico.

Riaperture 18 maggio

Confermo che lunedì in Lombardia – in sicurezza e nel rispetto delle regole – intendiamo aprire bar, ristoranti, parrucchieri, estetiste e tutte le altre attività per le quali era prevista una ‘ripartenza’ per il 18 maggio. Ciò dovrà avvenire seguendo i principi delle linee guida che abbiamo condiviso con gli altri governatori. In questo momento è ancora in corso un confronto con il presidente Conte.Ci auguriamo che il premier e i suoi ministri ci diano finalmente risposte certe e definitive.

Pubblicato da Attilio Fontana su Venerdì 15 maggio 2020

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