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Il dottore Marco Mucerino ha pensato ad un brevetto per determinare la fine della vita delle mascherine e costringere a buttarle

Marco Mucerino, cardiochirurgo pediatra del Policlinico di Napoli Federico II ha brevettato un metodo per indicare il giusto utilizzo della mascherina. Il dottor Mucerino si è reso conto che le persone, per strada, utilizzano – non solo erroneamente – le mascherine, ma molte di queste sono inutili, specialmente se utilizzate per più volte nel tempo. Un brevetto che – speriamo – sarà disponibile presto, ci indicherà la scadenza della mascherina che indossiamo. Marco Mucerino ha impiegato qualche minuto del suo tempo per condividere la sua mascherina “a tempo” con la redazione di iNews24.

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Dottore, come funziona il suo brevetto? 

“Mi sono accorto in questi giorni che la gente utilizza sempre la stessa mascherina, inconsapevoli del fatto che queste hanno una scadenza. Adesso il corretto utilizzo è affidato al buon senso delle persone, ma “i furbetti delle mascherine” mettono a rischio la salute di tutti. Il sistema da me brevettato cambia colore nel corso del tempo, fino a far diventare nero un bollino che indica che la mascherina è a fine vita e va buttata. Tutti i materiali sono atossici”.

mascherina brevetto

La mascherina “a tempo”: quando sarà disponibile?

Un’innovazione che parte ancora una volta dalla Campania che può portare ad una maggiore sicurezza. Per la mascherina a tempo, spiega il dottore Mucerino: “Ho impiegato nel progetto due chimici ricercatori: Marco Trifuoggi, professore ordinario dell’Università Federico II di Napoli e Rossella Fasulo. Hanno intenzione di partire con la produzione non appena saranno fatte tutte le verifiche del caso. Voglio farle uscire ad un prezzo basso, senza scopo di lucro, almeno all’inizio in cui c’è una crisi sanitaria”.

“Oltretutto c’è una burocrazia infinita. Ero abituato al mio lavoro da cardiochirurgo pediatrico, poi mi è venuta questa brillante idea e sono entrato nel mondo dell’imprenditoria. Mi sto scontrando contro un enorme muro di burocrazia, immagino i poveri imprenditori che lottano quotidianamente contro di essa, non so come fanno”.

A CURA DI VALERIA CARDILLO