Coronavirus, Vaccino: la previsione dell’Agenzia Europea del Farmaco

Coronavirus: tra le ipotesi riguardanti il discorso vaccino c’è quella dell’Agenzia Europea del Farmaco, che in uno scenario “ottimista”, parla di un anno.

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Vaccino (Getty Images)

L’Agenzia Europea del Farmaco, come riporta Skytg24, ha avanzato un’ipotesi su una plausibile data di uscita di un vaccino. Come leggiamo dalla fonte, in uno scenario definito “ottimista”, si parla di un anno. A prender parola sulla questione è intervenuto il responsabile per la strategia dei vaccini, Marco Cavaleri. Nell’ambito di una conferenza stampa, il membro dell’Agenzia ha dichiarato che alcuni dei vaccini potrebbero essere pronti per l’approvazione nell’arco di un anno.

Queste, come riporta Skytg24, sono al momento solo delle “previsioni”, come ha fatto notare lo stesso Cavaleri. Dalle sue parole, si evince come questa previsione sia realizzabile solo “nel migliore dei casi”. Come leggiamo dalla fonte, le dichiarazioni del membro dell’Agenzia, vanno a inserirsi all’interno di uno scetticismo, diffusosi, circa notizie e tesi che parlano di uscita di un vaccino già a settembre. Con le sue parole, Cavaleri ha voluto mettere in chiaro che, una visione “ottimistica” può arrivare a parlare di un anno.

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Coronavirus, vaccino: la polemica in corso

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Vaccino, la previsione dell’Agenzia Europea del Farmaco (Getty Images)

Nel frattempo, come riporta Skytg24, proprio in tema vaccino, si sta sviluppando in questo periodo un’accesa polemica a livello internazionale. La polemica si era accesa quando il gruppo farmaceutico francese Sanofi aveva parlato di una “via preferenziale” per gli Stati Uniti, in materia di consegna del vaccino. Questo perché, come leggiamo dalla fonte, le autorità americane avevano investito maggiormente sullo sviluppo di un vaccino da parte del colosso francese.

Come riporta Skytg24, la polemica è stata sollevata principalmente dalle autorità francesi, che hanno invece parlato di parità di accesso per tutti al vaccino. La polemica, poi, è divenuta di carattere internazionale quando è intervenuto anche Stefan de Keersmaecker, portavoce della Commissione Europea. Quest’ultimo ha parlato del vaccino come “bene pubblico”, il cui accesso deve essere universale ed equo.