“Kobe Bryant sapeva che era pericoloso”, la compagnia si difende

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Kobe Bryant sapeva che era pericoloso. E’ questa l’affermazione dietro cui si barricano i legali della società e dell’autista deceduto.

Kobe Bryant foto sceriffi indagati
Kobe Brayant (Getty Images)

L’incidente di Kobe Bryant è stato uno dei momenti più duri degli ultimi anni per tutti gli amanti dell’NBA e dello sport in generale. Un incidente aero che ha spazzato via in pochi attimi uno degli sportivi più amati del globo, insieme alla famiglia e diverse persone a bordo del mezzo.

Una catastrofe, alla quale molte persone ancora cercano una spiegazione, che alla fin fine non esiste davvero. Intanto la moglie del cestista ha iniziato una battaglia legale contro la compagnia che forniva il servizio e lo stesso pilota. La situazione è davvero complessa ed ora la battaglia passa nei tribunali, dove la famiglia di Kobe Bryant vuole fare giustizia in seguito a quanto accaduto.

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“Kobe Bryant sapeva che era pericoloso”, la compagnia si difende

A parlare davanti alla corte, riporta Il Corriere dello Sport, sono stati dei legali dell’azienda ed il fratello del defunto.

Qualsiasi lesione – riporta TMZ – o danno ai querelanti o deceduti è stato causato direttamente dalla negligenza o colpa degli stessi querelanti o deceduti“. Quindi si sottolinea come Kobe e gli altri “erano a piena conoscenza dei rischi, accettati su base volontaria”.

Per questo la società non vuole prendersi la responsabilità di quanto accaduto, sostenendo che Kobe fosse a conoscenza della situazione non favorevole al volo e che volare in elicottero è un’attività “intrinsecamente pericolosa”.

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