Morto Alberto Carpani: era ‘Albert-One’, star della disco anni ’80

Morto Alberto Carpani: aveva 64 ed era ricoverato a Pavia per una polmonite, forse attribuibile al Covid-19- Un mito della disco italiano degli anni ’80

Albert-One Carpani, mito della disco anni ’80 (Instagram)

Morto Alberto Carpani, un nome che ai più giovani forse dirà poco ma per chi è nato negli anni ’60 e ’70 è stato una star. Nell’epoca del boom per la musica disco in Italia, quella poi ribattezzata ‘Italo-disco’ era diventato famoso con diverse hit come Albert-One (ma non solo). E ancora oggi per diverse generazioni era un punto di riferimento nel mondo della musica.

Carpani, 64 anni compiuti il mese scorso, era ricoverato da qualche giorno a Pavia per una polmonite. Non è chiaro però se l’aggravamento delle sue condizioni di salite sia stato causato dal contagio da Coronavirus. In ogni caso solo un paio di giorni fa aveva postato una foto sorridente, pur se con la mascherina dell’ossigeno accanto agli infermieri. Ma le sue condizioni si sono aggravate e oggi è arrivato il decesso.

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Morto Albert-One, oltre ai successi aveva lavorato con Cuccarini e Carrà

Alberto Carpani aveva cominciato la carriera come deejay, ma all’inizio degli anni ’80 lìaveva alternata con quella di cantante. Il primo successo con ‘Yes-no-family’, scritta da un giovane Enrico Ruggeri. L’aveva incisa con lo pseudonimo di Jock Hattle e l’anno successivo, con il brano ‘Turbo Diesel’, il boom che gli permise di arrivare ai vertici delle classifiche.

Così era nato il mito di Albert-One, scelto con ironia pensando anche alla sua mole notevole. Successivamente, altri fortunati singoli come ‘Heart on fire’, ‘Lady O’ e ‘Secrets’. Parallelamente aveva pure iniziato anche l’attività di produttore discografico lavorando anche al fianco di Lorella Cuccarini, Heather Parisi e Raffaella Carrà.

Quando la sua carriera come cantante sembrava essere stata messa in ghiaccio, a cavallo dell’anno 2000 era tornbato prepontentemete alla carica con un paio di hit ballatissime. D aqllora aveva continuato come produttore e disc-jockey, la sua prima vera grande passione mai abbandonata.