Covid-19, Russia: le proteste dei medici e dei tirocinanti

Covid-19: la protesta dei camici bianchi in Russia sta facendo sentire la sua voce. Ai medici, si sono aggiunti gli studenti, costretti a prestare servizio nei reparti Covid.

Medico in Russia
Medico in Russia (photo Gettyimages)

La Russia, divenuta quinto Paese al mondo per numero di contagi, è considerata, come riporta Open, “il nuovo epicentro del virus in Europa”. Secondo i dati registrati dalla John Hopkins University, infatti, la Russia conta ad oggi 187.859 positivi al Coronavirus e il numero di decessi ammonta a 1.723. Ma i dati più rilevanti, come leggiamo da Open, riguardano soprattutto le ultime 24 ore e, geograficamente parlando, la capitale Mosca, che conta nelle ultime 24 ore, 5.846 casi.

Come leggiamo dalla fonte, c’è un altro aspetto importante che delinea la situazione attuale in Russia. Il riferimento è alla protesta dei camici bianchi. In particolar modo, chi sta facendo sentire la sua voce, sono i giovani studenti di medicina, “mandati – come leggiamo da Open – al fronte senza munizioni”. Chi ha preso voce sulla delicata questione è stata Anastasia Vasilevna, dottoressa 36enne, fondatrice di “Alleanza dei medici”.

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Covid-19: in Russia le proteste degli studenti di medicina

Ambulanza Russia
Ambulanza in Russia (photo Gettyimages)

Tra le ultime denunce sollevate da Anastasia Vasilevna, come riporta Open, c’è quella che riguarda l’attuale condizione degli studenti di medicina, mandati a sviluppare le loro ore di tirocinio nei reparti Covid, spesso senza possibilità di scelta. Come spiega la giovane dottoressa, infatti, gli studenti vengono non solo “costretti a prestare servizio in quei reparti“, ma spesso, nessuno garantisce loro protezioni adeguate.

La nuova ordinanza, emanata a fine aprile, circa i tirocini universitari, prevede infatti la possibilità di prestare servizio nei reparti Covid, su base volontaria. Ma, come leggiamo da Open, le denunce sono arrivate ben presto, quando alcuni studenti hanno affermato che il principio di “volontarietà” non sempre è stato rispettato. Secondo le dichiarazioni di alcuni studenti, “in alcuni casi ci sarebbero state minacce di bocciatura”. Inoltre, l’altra denuncia degli studenti riguarda i dispositivi di protezione, i quali scarseggiano per i medici, “figuriamoci per gli studenti”.

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F.A.