Fase 2, dalla Cina avvertono: “Scelta prematura, l’Italia non è al sicuro”

Secondo quanto emerge da uno studio dell’ospedale generale cinese di Pechino, la Fase 2 in Italia è iniziata in maniera eccessivamente prematura

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Secondo uno studio cinese, l’Italia sarebbe entrata in Fase 2 troppo prematuramente (Getty Images)

Dopo due mesi di totale lockdown, l’Italia è finalmente ripartita. Da ieri, lunedì 4 maggio, il Paese è entrato ufficialmente nella cosiddetta Fase 2. Riprese diverse attività lavorative e, più in generale, concesse maggiori libertà ai cittadini. La decisione, presa dal Governo a seguito dei numeri incoraggianti registrati nelle ultime settimane, potrebbe però avere gravi ripercussioni.

Secondo alcuni ricercatori, infatti, la scelta di allentare le misure sarebbe avvenuta troppo prematuramente. Nello specifico, uno studio dell’ospedale generale cinese di Pechino ha cercato di capire le motivazioni che hanno portato l’Italia ad avere più casi della provincia cinese di Hunan. Per arrivare a delle conclusioni valide, gli esperti hanno deciso di modificare un modello matematico (il SIR), per mappare gli effetti del Coronavirus a seconda delle misure preventive prese in diverse zone.

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Fase 2, in Cina sono sicuri: “Bisognava aspettare”

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Dalla Cina sono sicuri: l’Italia uscirà dalla pandemia intorno al 6 agosto (Getty Images)

I risultati della ricerca condotta a Pechino, pubblicati su Frontiers in Medicine, spiegano come l’avvio della Fase 2 sia avvenuto in maniera eccessivamente prematura. Analizzando i dati ottenuti dal modello matematico modificato, gli esperti affermano: “I risultati mostrano come a Hunan si sarebbero raggiunti i 0 casi il 3 marzo, mentre in Italia la pandemia potrebbe finire il 6 agosto“. Ovviamente, si tratta di un sistema che non è preciso al 100%, ed esistono altri fattori che determinano la diffusione del Coronavirus.

Quel che è certo però, secondo i dati ottenuti dallo studio, è che per dare il via alla Fase 2 bisognava aspettare ancora qualche settimana. “Senza misure ferree, c’è il rischio di una seconda ondata di contagi” spiega Wangping Jia, uno degli studiosi: “L’Italia non è ancora uscita dall’epidemia“. L’unico modo per continuare a registrare numeri incoraggianti, spiega il PLA di Pechino, è imporre nuovamente restrizioni e divieti.

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