Ernesto Nobili a iNews24: “Musicisti, categoria esclusa dai decreti”

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Ernesto Nobili: musicista, arrangiatore e produttore musicale ha raccontato ad iNews24 la situazione che l’intera categoria degli artisti sta vivendo in questo periodo.

Ernesto Nobili
Il chitarrista Ernesto Nobili (photo screenshot da Facebook)

Ernesto Nobili, chitarrista e arrangiatore, è anche il fondatore del Musique d’Ailleurs Studio, che porta avanti diversi progetti musicali dove la contaminazione e l’apertura verso spazi musicali e nuove sonorità rappresentano il fulcro di una continua ricerca e sperimentazione. Nell’ambito di un’intervista rilasciata in esclusiva ad iNews24, Ernesto Nobili ha raccontato la situazione di chi, come lui, ha fatto della musica un vero e proprio mestiere, mettendo in luce le problematiche che l’intera categoria sta affrontando, soprattutto in vista della cosiddetta “ripartenza”.

Come stai passando queste settimane di quarantena, riesci comunque ad organizzare il lavoro da casa?

“Per quanto riguarda l’insegnamento, riesco ad organizzare le lezioni da casa. Anche se è una modalità che non amo, ma le lezioni su skype e su Zoom si stanno rivelando efficaci. Cambia la modalità e, soprattutto non posso insegnare la “musica d’insieme”, perché organizzare una band su Skype non è possibile. Ma le lezioni individuali vanno bene e questo salva la continuità del rapporto con gli allievi. “.

Al di là dell’insegnamento, riesci a portare avanti il lavoro da casa?

“Dunque, io mi sono fermamente opposto alle cosiddette “suonate online”. Ho partecipato a due video, perché si trattava di impegni pregressi, progetti che avrei portato avanti comunque, al di là della quarantena, perché collegati a trasmissioni Rai. Questo perché credo fermamente nel rapporto emotivo, diretto, che si crea tra i musicista e l’ascoltatore. Deve essere un’esperienza che ha una fruizione sensoriale, non solo davanti a uno schermo”.

Si parla tanto, in questo periodo, di fase 2 e di ripartenza. Da questo punto di vista, a che punto è la musica?

“Smetto di parlare a titolo personale, ma mi sento rappresentante di una vastissima fetta di lavoratori del mio settore. In questo senso, tengo a precisare che c’è un grande problema, presente e futuro. Noi siamo stati i primi a fermarci e saremo gli ultimi a tornare. Perché siamo una categoria che lavora grazie agli assembramenti. Il danno è enorme, perché non sappiamo se, come e quando potremo tornare a fare il nostro lavoro. Il nostro lavoro è fonte di reddito per molte persone che mantengono famiglie. Si tratta di un vero e proprio investimento: sul tempo in primis e poi sulle strumentazioni, che costano migliaia di euro. Per chi fa questo lavoro, sono sacrifici continui per aggiornarsi, spesso senza alcun ritorno di rendita, se non di qualità e competitività. Sono sacrifici enormi”.

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Ernesto Nobili: “La portata del problema che riguarda il nostro settore è enorme”

 

Avete ricevuto rassicurazioni dalle autorità?

“Al momento, noi siamo una categoria che è stata di fatto esclusa da ogni decreto settimanale del governo e da qualsiasi discorso a reti unificate. La portata di questo problema, che riguarda il nostro settore, è enorme. Credo che sia un qualcosa che deve andare su un tavolo nazionale, unitario. Si tratta di un problema generale della categoria, una categoria tutelata poco e male, se non nelle categorie degli stipendiati in alcune orchestre, oppure di una percentuale bassissima di liberi professionisti della musica. Molti, in questo settore, sono costretti a lavorare mediante associazioni, che non porta ad essere tutelati in alcun modo. Il nostro obiettivo è arrivare di fronte al Ministero dei beni culturali, o a chiunque ci dia voce, per ottenere un aiuto pratico”.

Il mondo della musica e dello spettacolo ha modo di far sentire la sua voce?

“Lo deve trovare, costi quel che costi. Siamo uno dei pochi Paesi europei che ancora non ha previsto una legge che tuteli nello specifico i lavori intermittenti dello spettacolo. Penso che ci sia bisogno di un urgente Reddito di quarantena, per persone che nel frattempo non può lavorare”.  

Ernesto Nobili
Ernesto Nobili (photo screenshot da Facebook)

Hai progetti per il prossimo futuro?

“L’importante sarebbe finire tutto quello che abbiamo iniziato ed è stato stoppato violentemente. Più che dirti progetti futuri, direi che il futuro è vivere bene il presente che ci è stato negato da forze superiori. Progetti di natura strettamente personale, o di produzioni per conto terzi o di collaborazioni ci sono. La mia opera creativa non subisce mai fermate, ma al limite rallentamenti, per contingenze legate a frenate psicologiche, soprattutto nei primi tempi di questo Covid. Ma poi si riparte e non c’è un giorno in cui stai veramente fermo”.

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a cura di Fabio Amicosante

 

 

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