Coronavirus, scontro tra sindaci e governatori: caos sulle riaperture

Ci avviciniamo alla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus ed arriva lo scontro tra sindaci e governatori. Si fatica a trovare un accordo sulle riaperture.

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Sindaci e governatori faticano a trovare un accordo (via Getty Images)

Mancano ormai pochi giorni al 4 maggio, data fissata per una prima riapertura di varie attività commerciali eppure per il paese non c’è tregua. Stavolta infatti a far tremare i cittadini non è il virus, bensì i mancati accordi tra sindaci e governatori. Alla vigilia della ripresa, così si continua a brancolare nel buio.

Nonostante un Coronavirus quasi messo alle corde, cresce lo scontro tra gli enti locali. Non sono poche, infatti le regioni pronte a riaprire tutto per far riprendere l’economia. La prima è il Veneto, governata da Luca Zaia, che continua il suo braccio di ferro con Colao, capo della task force. Zaia infatti ha annunciato di aver già depositato il piano ed è in attesa di una decisione.

Ad accodarsi alla ripartenza prematura proposta da Zaia, c’è anche Giovanni Toti, governatore della Liguria. Infatti Toti ha espressamente chiesto l’autonomia di applicare le regole tenendo conto delle esigenze e delle differenze tra territori. Per il governatore ligure, infatti l’unica certezza sta nell’incertezza di applicare un piano omogeneo per tutte le regioni.

Coronavirus, scontro tra gli enti: la lettera dei sindaci metropolitani

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Crescono i dissidi tra sindaci e governatori (via Getty Images)

Nonostante un 4 maggio alle porte, continuano così ad aumentare i nodi da sciogliere. Infatti continuano ad essere contro un piano omogeneo alcuni governatori, come: Luca Zaia (Veneto), Giovanni Toti (Liguria), Vincenzo De Luca (Campania), Michele Emiliano (Puglia).

Per Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, servono delle linee guida nazionali su temi come la sicurezza e il trasporto pubblico. Così nella giornata odierna il Governo tratterà qeusti temi e non solo. Infatti il premier deciderà anche sulla ripartenza di due filiere (manifatturiera con carattere internazionale e quella dei cantieri) fissata al 27 aprile.

Inoltre nelle ultime ore è spuntata una lettera firmata dai sindaci di: Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Genova, Bari, Palermo, Catania, Venezia, Cagliari, Reggio Calabria. La lettera dei sindaci metropolitani è rivolta contro le regioni, che in questo periodo stanno interferendo sulle competenze dei sindaci come: gli oneri di urbanizzazione e l’occupazione di suolo pubblico.

Nella lettera firmata dai sindaci Raggi, Sala, Appendino, de Magistris, Orlando, Pogliese, Bucci, Brugnaro, Truzzu, Merola, Falcomatà, c’è la richiesta esplicita di un fondo per il sostegno agli affitti delle attività commerciali. Ma non solo, i sindaci richiedono alle regioni anche delle norme chiare sull’uso delle mascherine e della nuova capienza dei mezzi pubblici. I sindaci hanno concluso la propria lettera chiedendo chiarezza sulle decisioni prese.

Siamo solamente alla vigilia della ripartenza eppure continua a crescere il caos tra governatori e sindaci, che faticano a trovare accordi su norme e fondi per l’inizio della Fase 2.

L.P.

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