Torano, il sindaco Raimondo a iNews24: “Rischiamo una nuova Codogno” – VIDEO

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Un caso Nazionale quello di Villa Torano, RSA del Comune di Torano che cela tanti misteri dietro ai tamponi effettuati ed i casi positivi. Il sindaco della città ha rilasciato qualche dichiarazione ad iNews24.it

 

Torano, comune in provincia in Cosenza è diventato un piccolo focolaio. In particolar modo lo è diventato Villa Torano un’RSA che nei giorni di Pasqua e Pasquetta ha rilevato una paziente positiva al Covid-19. Di lì in poi sono stati effettuati tamponi a tappeto per tutti, pazienti e operatori sanitari, per ben 2 volte. Attualmente sono circa 100 i casi positivi, ma sono tantissimi i misteri che si celano dietro la questione. A parlarne ad iNews24.it, il sindaco della città di Torano, Lucio Franco Raimondo.

La situazione è sotto gli occhi di tutti: circa 100 positivi tra pazienti ed operatori nell’RSA Villa Torano. E’ stato fatto tutto il possibile per gestire la situazione dal suo punto di vista?

“In questo momento ritengo che la situazione non si è stabilizzata. Ancora manca il risultato di tamponi fatti all’esterno a parenti ed amici dei dipendenti positivi del mio comune. Sembra ci siano altri positivi nel vicino comune di Bisignano e c’è la situazione interna di Villa Torano dove ci sono pazienti positivi al Covid assistiti da metà dei dipendenti della struttura, mentre l’altra metà è in quarantena. Non la vedo così buona la situazione, stabilizzata, anzi sembra lì lì per o assestarsi in maniera positiva o a degenerare. Siamo un po’ sul chi vive e speriamo tutto vada bene”.

Prima ci siamo sentiti e lei mi ha detto che c’era un po’ di caos. Ci può raccontare cosa sta succedendo in questo momento?

“Abbiamo continue notizie della responsabilità sulla gestione di alcune emergenze, anche quella delle persone in quaranta. C’era stato un problema nel pomeriggio con la struttura in cui sono ospitati, poi finalmente abbiamo avuto una proroga nei termini del pignoramento. Possiamo affrontare con calma i prossimi giorni e vedere di o farli rimanere lì attraverso un decreto del Prefetto o farli andare nelle proprie abitazioni, intendo gli operatori positivi”.

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Sindaco di Torano, lotta politica?

Cura Italia
Getty Images)

Villa Torano è diventata un caso nazionale. Sta diventando anche una lotta politica?

“Sbirciavo un po’ dichiarazioni, articoli di giornale, chi riporta che c’erano sentori prima. L’ho detto oggi, io non ho avuto alcun sentore, nemmeno dal punto di vista delle illazioni, che c’erano persone con febbre all’interno della struttura altrimenti mi sarei mosso. Non sapevo nulla, non ho saputo nulla di febbre, sospetti o non sospetti, eventuali febbre sospette in pazienti o dipendenti. Non l’ho saputo nemmeno per illazione perché altrimenti mi sarei mosso per tempo. Ci è sempre stato detto che era tutto a posto fino a Pasquetta. Noi come amministrazione non abbiamo avuto notizie”.

Sulla lotta politica ammette: “Jole Santelli parla di attacco mediatico al Sud, io non credo. L’attacco mediatico al Sud lo fanno quotidianamente quando, chi ci rappresenta, non difende gli interessi del meridione. Quando il presidente della Regione non fa tutte le cose che vanno fatte all’interno della nostra regione. Quando non si decide finalmente di spazzar via determinati gruppi di potere che da 30, 40 anni gestiscono la sanità in Calabria”.

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Malasanità: “Ho ricevuto pochi minuti fa un’ennesima chiamata dal nipote – che vive al nord – di una signora – che vive qui – per cinque giorni non abbiamo avuto la possibilità di assisterla perché era sospetta in quanto era stata assistita da uno degli operatori positivi di Villa Torano. Nessuno voleva assisterla, abbiamo chiamato più volte l’ASP che ci ha detto che l’assistenza domiciliare non è attivata. Ci sono persone che ne hanno bisogno, ma non si attiva, come in tutte le parti del mondo”.

Il sindaco aggiunge: “Per giunta costa molto di meno, circa 1/3 di ospedalizzare un paziente o portare un paziente in una casa di riposo. Pur costando di meno, non lo si vuole fare, non si vuole intervenire in un discorso sanitario dove si gioca troppo e si spendono miliardi di euro. Quindi per rispondere dico che è una volontà politica quella di non voler fare, non c’è nessun attacco mediatico. In questo modo si dimostra di non voler bene alla propria terra, non si vogliono spendere soldi in maniera giusta”.

Torano, il mistero dei tamponi

coronavirus tamponi

Com’è possibile che 200 tamponi siano stati consegnati direttamente all’amministratore dell’RSA, Massimo Poggi e che l’ASP non fosse per nulla al corrente dei fatti?

“Rientra in uno dei misteri che ci sono intorno alla Calabria. Sicuramente non si riuscirà mai a svelare: si dice che la società ha fatto la richiesta di tamponi, l’ASP non li ha forniti, poi si parla di averli ricevuti il venerdì Santo ma in assenza di personale per fare i tamponi. Improvvisamente ne escono 200 a Pasquetta e vengono analizzati a Catanzaro, quindi il problema è sia d’organizzazione, che i controlli. Se nessuno controlla e se nessuno programma prima, si continuerà a stare in questo limbo di incapacità di gestire le cose”.

Attualmente Villa Torano è aperta nonostante i positivi siano distaccati dai negativi. So che ha avanzato una proposta per le chiusura dell’RSA, ha ricevuto risposte?

“Sia l’ASP che la proprietà vanno diritti per la propria strada. Domattina invierò una richiesta scritta ad ordini superiori, come il Ministero della Salute. C’è arrivata una comunicazione che all’interno della struttura sono stati fatti lavori, che potevano essere fatti prima, ma poi siamo zona rossa. Chi li ha fatti i lavori? Di fatto abbiamo chiuso il paese lasciando libera Villa Torano, ma il paese è blindato. Un’altra gravissima anomalia che sta penalizzando la nostra comunità”. 

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Sindaco di Torano, rischio di una nuova Codogno?

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(Getty Images)

Teme che Torano possa diventare una nuova Codogno del Sud?

“Lo siamo nella chiusura, ma speriamo di non diventarlo nei numeri. Anche con queste anomalie di cui ho parlato prima rilevo qualche similitudine. Oggi non abbiamo avuto comunicazioni dall’ASP e questo ci fa ben sperare, la speranza è che ci siamo fermati. Speriamo che il numero non cresca e sia circoscritto il contagio, ma dobbiamo attendere un po’ per riuscire a dirlo. Prego di non diventare come Codogno – come numeri – siamo chiusi ed abbiamo le limitazioni”.

Vuole lanciare un appello alla presidente della Regione Calabria Jole Santelli ed al governo per risolvere questa situazione? Ed anche magari un monito ai cittadini in vista della probabile ripartenza prevista per il 4 maggio…

“Non sappiamo l’evolversi. La chiusura di San Lucido è stata prorogata, per non averla dovremmo avere la fortuna di non avere nuovi contagiati ed essere ligi alle regole. La mia comunità sta rispettando la regole, ancor di più adesso. Speriamo di avere il via libera per il 4 Maggio, pur mantenendo un distanziamento sociale. Siamo giunti in una fase in cui o si ritorna alla normalità o la gente rischia di saltare: c’è tanto stress tra i cittadini”.

E continua: “Per il resto non lascio più appelli. Mi sono reso conto – anzi, lo sapevo già da prima – che bisogna darsi da fare e basta. Ancora oggi esistono tante anomalie su cui la mia amministrazione ed il 95% dei cittadini non sono d’accordo. Andremo a scrivere qualcosa e lo manderemo agli organi che sovraintendono tutto. La differenza di gestione della RSA Villa Torano ci dà da pensare e dobbiamo capire il perché”.

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A CURA DI VALERIA CARDILLO

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