Assenteisti a Catanzaro, dipendenti Sanità giocavano a videopoker

Assenteisti a Catanzaro, dipendenti della Sanità pubblica giocavano a videopoker durante l’orario di lavoro

Sanità assenteisti Catanzaro
Assenteisti a Catanzaro, dipendenti Sanità giocavano a videopoker (Foto: Getty)

In un momento estremamente caldo per la sanità nel nostro Paese, una notizia sconvolgente arriva da Catanzaro. All’interno dell’Azienda sanitaria provinciale sono stati arrestati un dirigente e sei dipendenti, assieme a otto lavoratori dell’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”. Le pene variano da 3 mesi a un anno e sono state comminate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, al termine di un’inchiesta condotta con i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria. Nel complesso le persone indagate sono 57. 

I soggetti incriminati durante il loro orario di lavoro svolgevano altre attività, risultando assenti. C’è chi andava a fare la spesa e chi addirittura passava ore davanti al videopoker.

L’inchiesta, denominata “Cartellino rosso”, è stata diretta dal pm Domenico Assumma, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giancarlo Novelli e del procuratore Nicola Gratteri.

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Assentisti a Catanzaro, dipendenti della Sanità giocavano al videopoker durante l’orario di lavoro

Videopoker in orario di lavoro
Assenteisti a Catanzaro, dipendenti Sanità giocavano al videopoker in orario di lavoro (Foto: Getty)

All’interno dell’inchiesta sono stati rilevati più di 2.100 episodi di assenteismo, per un totale di circa 1.800 ore di servizio non coperto.

Le forze dell’ordine hanno inoltre posto sotto sequestro le somme di denaro corrispondenti ai mesi di stipendio guadagnati in modo fraudolento durante il periodo di assenza ingiustificata. Il totale relativo alle 18 persone fisiche arrestate, ammonta a oltre 20mila euro. 

Per scoprire il fenomeno di assenteismo ingiustificato, i finanzieri hanno utilizzato telecamere nascoste all’interno degli uffici amministrativi. Inoltre i soggetti sono stati pedinati mentre si recavano a giocare o a fare la spesa. 

Per aggirare l’uso del badge, le persone coinvolte si avvalevano di colleghi collusi o si allontanavano semplicemente in modo ingiustificato, come fossero in pausa.

L’accusa nei loro confronti è di truffa ai danni di ente pubblico e attestazione fraudolenta di presenza in ufficio. Secondo gli inquirenti ciò comporterebbe il licenziamento senza preavviso per giusta causa.

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