Coronavirus, isolato nelle lacrime: occhi potenziale fonte di contagio

Coronavirus, isolato nelle lacrime: occhi potenziale fonte di contagio. Lo studio operato dai ricercatori dell’Istituto Spallanzani di Roma

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Coronavirus, isolato nelle lacrime: occhi potenziale veicolo di contagio (Foto: Getty)

Uno studio realizzato dai ricercatori dell’ospedale romano Lazzaro Spallanzani, e pubblicato dall’Annals of Internal Medicine, ha fornito un’ulteriore conoscenza del coronavirus. Già da tempo si era parlato infatti dell’importanza di non toccare con le mani non disinfettate, la faccia e gli occhi, visto che anche questi ultimi potevano essere veicolo di contagio. Ora è arrivata la conferma scientifica attraverso questa ricerca, nella quale il patogeno SarsCov2 è stato riscontrato nelle secrezioni oculari, le comuni lacrime, dei pazienti contagiati.

Il risultato è frutto di un’analisi sul tampone oculare dei positivi al Covid-19, con una verifica del grado di replicarsi da parte del virus anche nelle congiuntive. Questo rende gli occhi un potenziale veicolo di contagio, più di quanto non saputo finora.

La dottoressa Concetta Castilletti, responsabile dell’Unità operativa Virus emergenti del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani, ha commentato: “Abbiamo la necessità di un uso appropriato dei Dpi anche durante gli esami oftalmici, che si pensava potessero essere relativamente sicure rispetto ai rischi di contagio che pone questo virus”.

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Coronavirus, isolato nelle lacrime: occhi potenziale fonte di contagio

Ospedale Lazzaro Spallanzani
Coronavirus, isolato nelle lacrime: occhi potenziale fonte di contagio (Foto: Getty)

Nello studio di ricerca operato presso l’ospedale Spallanzani si è evidenziato inoltre come i tamponi oculari possono risultare positivi anche quando i test a livello respiratorio non mostrano più tracce del patogeno.

Dopo circa 20 giorni dal ricovero, il campione oculare era ancora positivo nonostante il resto dei controlli fosse negativo.

Ora saranno necessari ulteriori studi per definire il tempo effettivo in cui il virus resta attivo nelle lacrime.

Per fare ciò è necessario l’isolamento del virus in una coltura cellulare per evidenziare la sua capacità infettante.

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