Coronavirus, Pregliasco (virologo): “Si disperde nell’acqua del mare”

Coronavirus, Pregliasco (virologo dell’Università degli Studi di Milano): “Si disperde nell’acqua del mare ma resta il problema della spiaggia”

Acqua del mare
Coronavirus, Pregliasco (virologo): “Si disperde nell’acqua del mare” (Foto: Getty)

Aumenta l’attesa da parte di imprese e cittadini per la riapertura del 4 maggio. La famosa “Fase 2” è ormai alle porte ma ancora non tutto è stato definito. La ripartenza sarà graduale e all’insegna della sicurezza, almeno secondo le intenzioni della task force governativa. Poi bisognerà vedere effettivamente cosa si potrà fare e quali misure restrittive resteranno in vigore. Con l’arrivo della bella stagione molti avranno la voglia di voler passare i week end al mare, per tornare a vivere nel modo più normale possibile. Per non parlare delle vacanze estive nei luoghi balneari, una tradizione che accomuna tutta Italia e che rischia quest’anno di saltare, almeno rispetto alle modalità a cui eravamo abituati.

In un’intervista alle colonne de “Il Messaggero“, il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi e presidente AnpasCon, ha ricostruito le previsioni relative alla prossima estate. Senza cancellare le speranze di tutti ma con un esercizio di buona realtà, ha esposto le possibili criticità dell’andare al mare.

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Coronavirus, Pregliasco (virologo): “Si disperde nell’acqua del mare ma resta il problema della spiaggia”

Coronavirus acqua del mare
Coronavirus, Pregliasco (virologo): “Si disperde nell’acqua del mare ma resta il problema della spiaggia” (Foto: Getty)

Secondo il professor Fabrizio Pregliasco il mare sarebbe un ottimo alleato contro il SarsCov2, poichè favorirebbe il dissolversi del virus nell’acqua.

In mare c’è una diluizione pazzesca, la quota di goccioline va quindi a disperdersi“. Ciò non significa che potremo andare con molta facilità nelle località balneari, visto che sussistono altri problemi per la sicurezza individuale.

Il vero nodo è il contesto per arrivarci. Se all’interno degli stabilimenti privati si può controllare la distanza sociale, nelle spiagge libere il tutto sarebbe più complesso“.

Il professor Pregliasco poi aggiunge: “Anche il bagnasciuga è uno spazio libero dove chiunque può passare. Stesso discorso per l’eventuale soccorso in acqua. Il rischio di contatto sarebbe inalterato. Non possiamo tuffarci con la mascherina e i guanti. Serviranno dei protocolli uguali a quelli che stiamo attuando su tutte le ambulanze anche per chi si occupa della sicurezza dei bagnanti“.

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