Coronavirus: le ipotesi sulla fine dei contagi in Italia

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Coronavirus: l’Osservatorio nazionale sulla Salute nelle regioni ha pubblicato alcune proiezioni sulla fine dei contagi in Italia.

Ipotesi sulla fine dei contagi
Ipotesi sulla fine dei contagi da Coronavirus(photo Pixabay)

Coronavirus: in base ai dati restituiti dal quotidiano bollettino della Protezione Civile, l’Osservatorio nazionale sulla Salute nelle regioni italiane ha lanciato alcune proiezioni per quanto riguarda la possibile fine dei contagi in Italia. Come riporta Il Secolo XIX, le previsioni dell’Osservatorio parlano di “zero contagi” scaglionati nelle varie regioni italiane. Infatti, Basilicata e Umbria potrebbero vedere azzerati i nuovi contagi già da domani. Per il Lazio si parla invece di 12 maggio. Proseguendo, il Piemonte potrebbe veder azzerati i casi al 21 maggio, mentre Marche e Lombardia dovranno attendere il 27 e 28 giugno.

Naturalmente, come riporta Il Secolo XIX, una nota pubblicata dall’Osservatorio fa sapere che questo tipo di proiezioni fanno riferimento ai provvedimenti di isolamento sociale messi in atto fino ad oggi. Per cui, le riaperture e la conseguente circolazione di persone potrebbero rendere tali proiezioni inverosimili.

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Italia: arrivano le proiezioni sulla fine dei contagi da Coronavirus

Angelo Borrelli
Angelo Borrelli (photo screenshot da Instagram)

La fine dello stato emergenziale può avere, in Italia, come leggiamo dal Secolo XIX, tempistiche diverse da regione a regione. I dati registrati dall’Osservatorio, su cui si basano le ipotesi di fine emergenza, fanno riferimento ai contagi registrati fino al 17 aprile. Da qui le stime riportate, con la Lombardia che può avere nessun nuovo caso non prima del 28 giugno, il Piemonte il 21 maggio. Il Lazio può vedere azzerati i casi non prima del 12 maggio, la Campania il 9 maggio. Diversi i casi per la Basilicata, dove leggiamo la data del 21 aprile. Stesso discorso per l’Umbria. Per le due isole: Sardegna e Sicilia le date stimate sono, rispettivamente, 29 aprile e 30 aprile.

Sempre l’Osservatorio nazionale fa sapere che tali proiezioni evidenziano un dato importante: l’epidemia si riduce con estrema lentezza. Questo significa che le riaperture della cosiddetta “fase 2” dovrebbero avvenire in maniera cauta e con tempi diversi per le varie regioni.

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F.A.

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