Coronavirus, infarto: mortalità triplicata per paura di essere contagiati in ospedale

Un danno collaterale del Coronavirus è l’aumento della mortalità per infarto. Le persone non si recano negli ospedali per paura di esporsi al contagio.

Letto ospedale
Letto ospedale (photo Gettyimages)

Il dato allarmante arriva direttamente da uno studio dell’Istituto Cardiologico Monzino, struttura specializzata nella cura delle malattie cardiovascolari. Non si tratta di dati definitivi ovviamente, ma trovano conferma anche in ricerche analoghe portate avanti a livello internazionale in altre parti del mondo.

La mortalità per infarto acuto risulta triplicata dall’inizio dell’epidemia, con un calo del 40% delle procedure salvavita ospedaliere. Alla base di questo inquietante trend, che se confermato nel tempo rischia di assumere proporzioni spaventose, la paura di esporsi al contagio recandosi negli ospedali.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Coronavirus: le ipotesi sulla fine dei contagi in Italia

Coronavirus, infarto: la paura spinge le persone a recarsi in ospedale troppo tardi

coronavirus infarto
Foto di Myriam Zilles da Pixabay

A illustrare il preoccupante fenomeno sono gli stessi autori dello ricerca. “I pazienti arrivano in ospedale in condizioni sempre più gravi – spiega Giancarlo Marelli, responsabile dell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica del Monzino – spesso con complicanze che rendono meno efficaci le terapie salvavita”.

Nel trattamento dell’infarto acuto infatti, è di primaria importanza la tempestività dell’intervento, una variabile spesso cruciale per determinare la sopravvivenza del paziente. Già diverse settimane fa i medici del Monzino, insieme ad altre realtà internazionali, avevano puntato un faro sul calo di accessi al pronto soccorso. Una situazione questa osservata in tutti i paesi maggiormente colpiti dal Covid-19.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Il Coronavirus potrebbe rifugiarsi nei testicoli: il nuovo studio

Non sottovalutare i sintomi e recarsi in ospedale senza esitazione

coronavirus infarto
Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Ricerche effettuate nei reparti di terapia intensiva cardiologica evidenziano un calo del 40% degli accessi, calo confermato anche da un’inchiesta americana pubblicata da Angioplasty.org. Contestualmente, si registra un aumento dei decessi per arresto cardiaco, spesso conseguenza di un infarto non opportunamente trattato.

Nella sola New York, tra il 30 marzo e il 5 aprile, sono quadruplicate le chiamate di emergenza per arresto cardiaco rispetto allo stesso periodo del 2019, con una mortalità che arriva ad essere addirittura superiore di 8 volte. L’invito del Monzino è dunque quello di non sottovalutare nessun sintomo.

La paura di un eventuale contagio non deve in nessun caso posticipare l’accesso alle cure, il rischio altresì è che la mortalità per infarto superi anche quella direttamente collegata all’epidemia in corso.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Coronavirus, le particelle restano in sospensione nell’aria fino a 16 ore