Coronavirus, Trump accusa la Cina: “Se hanno mentito reagiremo”

Continua l’emergenza coronavirus negli USA ed il presidente Trump torna ad attaccare Pechino. Wuhan continua a negare la creazione del virus in laboratorio.

Coronavirus Trump
Trump punta il dito contro Pechino (photo Getty Images)

Continua la guerra diplomatica tra Stati Uniti e Cina. Il Coronavirus, infatti, non ha fatto altro che lanciare altra benzina sul fuoco, con il presidente Trump che non perde tempo e attacca. Infatti il 45esimo presidente degli Stati Uniti, nella notte italiana è tornato ad attaccare Pechino sull’origine del Coronavirus.

Infatti per Trump il virus è stato creato in laboratorio a Wuhan, epicentro dell’epidemia. Il presidente americano non perde tempo, e subito punta il dito contro il governo cinese, reo di essere responsabile della creazione del virus. Nella notte Trump ha annunciato che la Cina dovrà pagare le conseguenze: “Se ne sono intenzionalmente responsabili“. Il tycoon però ha corretto il tiro, affermando che in caso di mancata responsabilità, il governo cinese non sarà tenuto a pagare eventuali conseguenze.

Coronavirus, Trump attacca ma la Cina si difende: Wuhan nega la responsabilità

Coronavirus Trump
La Cina si difende dagli attacchi di Trump (photo Getty Images)

Ma se da una parte il tycoon è un fiume in piena, con continui attacchi, dall’altra la Cina non può fare altro che difendersi. Infatti Pechino non può fare altro che rimandare al mittente gli attacchi del presidente americano. Dall’inizio della pandemia, il governo cinese ha visto molti attacchi da diversi governi sull’origine del virus che ha provocato oltre 160mila morti.

Per la Cina è impossibile che il virus sia partito da Wuhan, con il responsabile del laboratorio incriminat che ha affermato: “È impossibile” – ha poi continuato – “Nessuno dei ricercatori si è infettato e l’intero istituto sta conducendo ricerche in diverse aree correlate al coronavirus“.

Secondo alcuni scienziati cinesi, infatti, il virus sarebbe passato da un animale all’uomo da un mercato che vendeva animali selvatici. Ma l’esistenza dei laboratori scienfici a Wuhan ha gettato gradi dubbi sulla reale provenienza del virus. Così il governo cinese si trova nuovamente a rispondere a delle accuse. Infatti le ultime accuse erano arrivate lo scorso febbraio, dove in molti sostenevano la stessa tesi portata oggi avanti da Trump.

L.P.

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