Coronavirus, guarita ‘Raquel’ della ‘Casa di carta’: “Il Governo ha mentito” 

Coronavirus, l’attrice Itziar Ituño ha superato l’infezione. La donna, nota come ‘Raquel’ o ‘Lisbona’ per l’interpretazione ne ‘La casa de papel’, racconta la sua esperienza e attacca il governo spagnolo. 

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Coronavirus, Itziar Ituño è guarita. L’attrice spagnola, nota per il ruolo di ‘Raquel‘ o anche ‘Lisbona‘ de ‘La casa de Papel‘, ha superato l’infezione da Covid-19 dopo la positività annunciata lo scorso marzo. I primi sintomi si sono manifestati proprio mentre recitava per una nuova serie Tv, ‘Alardea’.

La problematica, vissuta fortunatamente solo con lievi problemi, è definitivamente alle spalle. Ma non è stato lo stesso per il compagno, il quale ha affrontato il virus in una forma molto più aggressiva tanto che ha avuto bisogno del soccorso medico.

Coronavirus, lo sfogo di ‘Raquel’ de ‘La casa de papel’

A raccontarlo è stata la stessa donna spagnola ai microfoni di Radio Ciudad: “Ho vissuto un brutto periodo. Il mio compagno, in particolare, è stato 8 giorni in ospedale. Non è una semplice influenza, ha piuttosto sintomi molto strani e particolari”. Come abbiamo poi spesso sentito, si inizia con una tosse banale per andare oltre: “Segue la febbre, poi perdi l’olfatto da un giorno all’altro e anche il sapore delle cose”. 

La Spagna ha attualmente 190 mila contagiati e oltre 90 mila deceduti. E Ituño ne sa qualcosa anche da questo punto di vista: “Nella mia città ci sono stati tanti decessi, conosco persone i cui parenti purtroppo non ce l’hanno fatta. Gente che ha dovuto dire addio all’improvviso e senza nemmeno una degna sepoltura”. 

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Secondo la nativa dei Paesi Baschi, questa è una lezione che il mondo ci sta dando: “E’ un insegnamento e spero che questo cambierà molte cose quando tutto tornerà alla normalità. Spero che le priorità siano più chiare, come avere un buon sistema sanitario”.

L’attrice, inoltre, evidenzia anche gli errori del governo locale nel non prevedere tale impatto: “La situazione non è stata presa sul serio. Siamo stati costretti ad andare a lavorare anche quando in Italia c’erano già tanti morti. Non mi sembra corretto che per l’economia ci sia gente gettata nella fossa dei leoni. Ci hanno mentito affinché il panico non si diffondesse, ci hanno trattati come bambini ed è stato sbagliato anche dire che questa infezione fosse pericolosa solo per gli anziani”.