Paul McCartney: “Ecco perché i Beatles saranno sempre meglio dei Rolling Stones”

Paul McCartney sa sempre come fare notizia, anche quando notizie non ce ne sono. Il suo tour mondiale per la promozione del suo ultimo album Egypt Station è fermo e le prime date del suo show all’aperto un programma a Lille (23 maggio) e Parigi (26) non sono state né rinviate né cancellate. Rimangono aperte le prevendite anche per gli show di Piazza del Plebiscito a Napoli e di Piazza Napoleon a Lucca, rispettivamente del 10 e del 13 aprile.

Paul McCartney
(Getty Images)

Lui, al riparo di quello che ha definito “il fortino” presenzia con l’entusiasmo di un ragazzino a qualsiasi talk show o dibattito lo invitino con un collegamento video, di solito nel sul studio: seduto al pianoforte o davanti alla sua raccolta di memorabilia Beatlesiane con il basso originale Hofner in bella vista. Quando Howard Stern, uno dei più famosi disk jockey del mondo nel corso del suo show martedì mattina si pone la domanda fatidica, meglio i Beatles o i Rolling Stones, chiama in diretta.

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Paul McCartney
(Getty Images)

Paul McCartney chiuso nel fortino

Ogni tanto la questione salta fuori, come se si potesse decidere davvero se è stato meglio Maradona di Pelè, o se la borraccia sia stato Bartali a passarla a Coppi o viceversa. Ognuno ha la sua tesi: Keith Richards tempo fa aveva risposto dicendo “Noi siamo insieme da più di cinquant’anni, loro si sono sciolti quasi cinquant’anni fa. Credo sia già una risposta”.

Ma McCartney la pensa diversamente: “Ci sono molte differenze tra noi e loro e come tutti sanno io adoro gli Stones, siamo sempre grandi amici. Ma i Beatles erano meglio. Però se guardi la nostra carriera, quando incidevamo insieme, eravamo davvero lontani. Noi registravamo un album easy e loro puntavano sul rock-blues, noi cercavamo di sperimentare con Sgt. Pepper e loro si buttavano sullo psichedelico. Qualsiasi paragone in questo senso è azzardato. Ma se parliamo in senso generale del prodotto, inteso come qualità e di quanto ha lasciato a livello di influenze, i Beatles hanno saputo incidere molto di più”.

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Paul McCartney e Stella McCartney
Paul McCartney con la sua ultima compagna, Nancy Shevell (Getty Images)

Un nuovo documentario

A breve dovrebbe uscire il nuovo documentario “The Beatles: Get Back”, diretto da Peter Jackson e ricco di materiale inedito, compreso il making di Let It Be, spuntato da un archivio tempo fa e mai visto prima. Sono oltre 54 ore di materiale video fotografico… “Lo so che tutti pensano che io serva solo a fare promozione e a vendere qualsiasi cosa mi riguardi – dice sir McCartney in gergo molto chiaro – ma non sto sparando merda nel ventilatore. È un materiale grandioso, straordinario. Qualcosa che non si è mai vista prima e che nemmeno io sospettavo esistesse”.

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L’elettricità di Let It Be

Durante la registrazione di Let It Be i Beatles quasi non si parlavano più, c’era molta tensione e alcuni testimoni dicono che John e Paul fossero arrivati quasi allo scontro fisico: “C’era elettricità, è vero – ha detto McCartney a Stern – ma il video dimostra soprattutto il progetto creativo. Ormai eravamo andati oltre al dualismo tra me e John, su chi dei due fosse più bravo, o leader e influente. Dal video si vede il rispetto, la dedizione e la gioia nello scrivere un grande momento di musica insieme”.

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Paul McCartney
(Getty Images)

Meglio i Beatles o i Rolling Stones

La proiezione di Get Back è prevista per il 4 settembre ma potrebbe essere posticipato quando la crisi coronavirus sarà finita: “Io l’ho detto sia a Jackson che ai produttori – conclude McCartney – fosse per me dovrebbero distribuirlo gratis a chiunque lo voglia. È davvero qualcosa che vorrei che tutti potessero vederlo e capire quanto i Beatles siano stati straordinari e quanto la musica debba a quel modo di fare musica. Se fossimo andati avanti a suonare in eterno non so se avremmo avuto lo stesso impatto. Ma vorrebbe dire avere ancora qui John e George e allora ci metterei la firma. Quando agli Stones dico, #love e #respect ma noi eravamo meglio e lo sanno anche loro”.