Dagli ombrelloni distanti alle pareti in plexiglass: le spiagge anti Coronavirus

Quest’estate, causa Coronavirus, non è ancora certo che sarà possibile frequentare le spiagge. Si stanno studiando metodi per permetter ciò

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Col Coronavirus, le spiagge dovranno subire dei grossi cambiamenti per poter essere frequentate (Getty Images)

A causa del Coronavirus, che continua ad avere numeri troppo alti per pensare a un ritorno alla vita normale, diverse attività che sembravano scontate sono ora lontane. A partire dalle semplici passeggiate nel proprio paese, fino ad arrivare a viaggi e vacanze. Tra i tanti dubbi che attanagliano le persone sul futuro prossimo, uno riguarda proprio l’estate e, nello specifico, il poter andare o meno al mare.

Soprattutto in Italia, milioni di persone ogni estate si recano presso le spiagge italiane per godersi qualche giorno di relax totale. Quest’anno questo potrebbe non essere possibile. Troppi i rischi legati alla salute e al contatto con le persone. Diverse associazioni balneari, in questo senso, stanno studiando metodi alternativi per garantire a chi vuole di poter passare le vacanze al mare.

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Dalla distanza di sicurezza alle pareti in plexiglass: le spiagge col Coronavirus

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Si stanno studiando diverse soluzioni per permettere alle persone di frequentare le spiagge nonostante il Coronavirus (Getty Images)

Per permettere comunque alle persone di passare le vacanze al mare, le associazioni balneari stanno studiando metodi alternativi per permettere il rispetto delle norme sanitarie anti Coronavirus. Tra queste possibili soluzioni, sicuramente c’è quella di distanziare gli ombrelloni di almeno 3 metri l’uno dall’altro. Si parla anche di pareti in plexiglass, che dovrebbero “recintare” ogni ombrellone. Ovviamente il livello di igiene degli stabilimenti dovrà essere altissimo, con precauzioni il più possibile complete. Sarà quasi sicuramente obbligatorio l’uso della mascherina, e si potrebbe introdurre la prenotazione tassativa prima di entrare.

A queste proposte, hanno già risposto negativamente alcuni addetti ai lavori. Tra questi Mauro Vanni, il presidente della cooperativa bagnini di Rimini, ha bocciato l’ipotesi delle pareti in plexiglass. “È un idea malsana e dai costi altissimi” spiega Vanni: “Al mare si viene per stare all’aria aperta, mica per essere recintati“.

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