Giornali su Telegram, editori vogliono denunciare chi li diffonde gratis

Giornali su Telegram, gli editori hanno decido di agire contro il noto canale di messaggistica per difendere i propri interessi. Potrebbe essere l’inizio di una lunga battaglia. 

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Telegram (Getty Images)

Ormai il settore giornalistico è in crisi, soprattutto quello cartaceo. Sempre più persone, infatti, decidono di non comprare i giornali dal giornalaio. Ed ora che c’è il coronavirus, quasi nessuno sta uscendo di casa per andare ad acquistare i giornali stampati. Sempre di più si preferisce l’informazione online, che è gratuita e senza dubbio più veloce, non richiedendo di recarsi di persona dal giornalaio. Interattiva, divertente ed a portata di mano, e di smartphone. C’è chi, poi, fa di peggio. Ovvero usa i metodi più moderni e tecnologici per consultare i giornali cartacei, ma senza abbonamenti. Bypassando la sicurezza informatica delle testate cartacee che offrono abbonamenti online, alcuni decidono di condividere i PDF dei giornali cartacei online. La situazione è molto complessa e, secondo gli editori, sta costando una quantità di denaro assurda ad un settore che è già pesantemente in crisi.

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Giornali su Telegram, editori vogliono denunciare chi li diffonde gratis

La situazione è critica ed il nemico sono i gruppi Telegram che condividono i giornali cartacei online. Tutto in modo assolutamente gratuito, con migliaia di utenti che ne approfittano. E ciò significa migliaia di euro che ogni giorno non entrano nelle casse degli editori e dei giornali. Di seguito le parole del presidente Riffeser Monti: “In un’ipotesi altamente conservativa, stimiamo 670 mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all’anno”. Ecco perché si minaccia per vie legali: “un dato difronte al quale confido che l’Autorità di settore voglia intervenire con fermezza e tempestività”.

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